Le richieste delle regioni al Governo per evitare un nuovo lockdown

Alle 10 di questa mattina è prevista una riunione tra i ministri, poi nella giornata il premier Giuseppe Conte comunicherà le misure adottate nel nuovo Dpcm

CATANZARO E’ una giornata di snodo quella di oggi. I numeri suggeriti dagli esperti alla politica parlano ormai chiaramente di una seconda ondata di contagi e proprio per questo a distanza di pochi giorni dall’ultimo Dpcm il premier Giuseppe Conte è pronto ad annunciare alla nazione delle nuove riforme che prevedano delle regole più stringenti al solo fine di scongiurare nelle settimane a venire un lock down totale. Così come in tutta Europa, anche in Italia si registrano numeri maggiori giorno dopo giorno. Alle 10 è prevista una riunione tra i ministri prima di dare via libera alle nuove regole. Intanto nella giornata di sabato gli esponenti di Governo hanno recepito le considerazioni avanzate dalle regioni che hanno messo in primo piano la tutela della scuola del del lavoro che necessitano di forme di tutela prioritarie. Ma i governatori hanno palesato anche la necessità di tutelare tutte le attività produttive riconducibili ai luoghi e alle attività dove mantenere il distanziamento è più difficile e non sia garantito l’uso dei dispositivi e il rispetto delle regole di sicurezza anti contagio per l’assenza di organizzazione e gestione, come nel caso della movida,  o nel caso delle attività sportive di contatto. Secondo gli esponenti del governo regionale si scongiurerà un nuovo lockdown è dunque fondamentale intervenire sul trasporto pubblico locale favorendo il migliore scaglionamento degli ingressi giornalieri nelle scuole e nelle università, anche attraverso il raccordo tra i dirigenti scolastici e le agenzie del trasporto pubblico locale. Tutto questo sarà da concordare con una rimodulazione degli ingressi e delle uscite scolastiche con una fascia oraria più elastica che cons consentirebbe di non congestionare il trasporto pubblico. Tutto quello che riguarda il mondo della scuola, deve trovare concorso e assenso a livello nazionale anche con le sigle sindacali, mentre per l’Università, valutare l’applicazione si è chiesto di valutare la didattica a distanza con eccezione delle matricole. Smart working per i lavoratori  pubblici fino al 70% del monte ore mentre per artigiani, professionisti e partite iva in isolamento o quarantena si chiede la creazione di istituti di protezione. Non a caso, è stato richiesto che tutti i lavoratori posti in isolamento anche fiduciario o in quarantena possano accedere al trattamento previsto per il caso di malattia o possano fruire di ammortizzatori sociali per l’intera durata dell’isolamento o della quarantena, anche per il periodo di attesa degli esiti del tampone. Congedo parentale per la durata della quarantena o dell’isolamento per i genitori di studenti minori di 14 anni e potenziamento dei  i sistemi di Salute e Sicurezza sui luoghi di lavoro, attraverso un maggiore coinvolgimento dei Responsabili del Servizio della Protezione e Prevenzione (RSPP) e dei medici competenti che potrebbero essere coinvolti nella gestione dei tamponi, dei sierologici dei relativi tracciamenti. Gli esponenti di governo regionale chiedono che bar e ristorazione possano lavorare fino alla mezzanotte, ipotesi che gradisce molto il premier Conte, ma così non è per altri esponenti di governo ed è per questo che dalle 18 è possibile che sarà consentito il solo consumo al tavolo. Per tutte le attività economiche e produttive, ad ogni titolo interessate da eventuali limitazioni, è stato chiesto di studiare una forma di ristoro economico.  Per i farmacisti avanzata la possibilità di effettuare tamponi e screening e test salivari mentre lo snodo dello sport è tutto da decifrare. Capienza ridotta negli impianti e probabile nuova stretta sugli sport amatoriali come le piscine. Stop a fiere e sagre mentre per garantire il divieto assoluto di assembramenti è stata richiesta la possibilità di assunzione di personale ausiliare a supporto della polizia locale. Restano ferme le indicazioni, così come successo nella prima fase circa la necessità di una maggiore flessibilità per il reclutamento del personale da impiegare
nelle strutture ospedaliere o nei servizi territoriali, prevedendo anche un utilizzo più esteso della mobilità del personale all’interno delle strutture sanitarie.





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