Consiglio del “congedo” e legge elettorale, la “road map” verso il voto

Nei prossimi giorni la Conferenza dei capigruppo per la prossima Assemblea, che all’odg potrebbe avere anche la doppia preferenza di genere

Conferenza dei capigruppo, poi il Consiglio regionale del “congedo” e quindi il via sostanziale all’iter per le nuove elezioni. La “road map” della politica calabrese, letteralmente sconvolta e travolta dalla scomparsa della governatrice Jole Santelli, è tracciata, e già da ieri sono partite le prime interlocuzioni, sia pure su un piano comunque informale, tra esecutivo e legislativo. Al momento, comunque, la “road map” è essenzialmente nella disponibilità del Consiglio regionale: ieri mattina era in programma una Conferenza dei capigruppo, che però è stata sconvocata per ragioni facilmente comprensibili. Il presidente di Palazzo Campanella Mimmo Tallini ha già avviato i contatti con i capigruppo di maggioranza e opposizione e dovrebbe riconvocare la Conferenza entro pochi giorni, sicuramente entro fine settimana, ovviamente con un odg completamente stravolto alla luce della situazione: sul tavolo dei capigruppo infatti ci sarà da rispettare l’adempimento previsto dall’articolo 60 comma 2 del Regolamento, la convocazione, «entro 10 giorni dall’acquisizione della notizia», del prossimo Consiglio regionale per la presa atto della scomparsa della governatrice e per il “congedo” dei consiglieri regionali. E nel Consiglio regionale del “congedo” potrebbe trovare spazio anche un ordine del giorno aggiuntivo, quello della modifica della legge elettorale, con il passaggio sulla doppia preferenza di genere necessitato anche da norme nazionali (e da una diffida governativa): secondo quanto trapela da fonti di Palazzo Campanella, portare in aula, in questa seduta di “congedo”, la legge elettorale e la doppia preferenza di genere è una ferma intenzione del presidente del Consiglio regionale Mimmo Tallini (che sarebbe il primo firmatario di una proposta di legge di sintesi di quelle giacenti sul tema) e anche l’orientamento delle varie forze politiche presenti in aula sarebbe quello di evitare quanto è avvenuto in Puglia, dove la parità di genere è stata “imposta” per via legislativa dal governo nazionale. Una volta sciolti questi “nodi”, la strada si fa in discesa per gli adempimenti necessari per tornare alle urne senza ulteriori indugi (Covid 19 permettendo). (a.c.)





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