Chiusura scuole in Calabria, Biondo “boccia” Spirlì: «Garantire a tutti la Dad»

Il segretario generale Uil Calabria critica la decisione. Il sindacato chiede un provvedimento straordinario al ministro Speranza: «La Regione non è nelle condizioni di poter svolgere un’attività straordinaria come ad esempio la nomina dei direttori delle aziende sanitarie calabresi»

COSENZA «Non è sufficiente che il presidente facente funzioni della Regione Calabria dica “chiudiamo le scuole”, bisogna mettere in campo tutte le misure per garantire che tutti gli alunni, soprattutto quelli che provengono da famiglie a forte disagio economico e sociale, siano nelle condizioni di poter affrontare la didattica a distanza». È una bocciatura senza esami di riparazione per il presidente facente funzioni Nino Spirlì quella del segretario generale Uil Calabria Santo Biondo, ospite al Tg3 Calabria, che commenta la notizia del Corriere della Calabria della possibile chiusura di tutte le scuole nella regione.
«I ragazzi hanno già perso un anno – afferma l’esponente sindacale – non è possibile che si possa ripetere anche quest’anno. La Regione ancora non ha fornito a tutti gli alunni calabresi la strumentazione tecnologica necessaria. C’è il tema del trasporto pubblico, noi già a luglio avevamo chiesto alla Regione un tavolo di coordinamento tra direzione regionale scolastica, sindacato e assessorato al trasporto pubblico, che non è avvenuto. Adesso ci meravigliamo di quello che sta accadendo, è veramente paradossale. Manca all’interno della Regione la funzione di coordinamento rispetto al tema anche della scuola, non si possono condannare gli alunni a un apprendimento non efficace perché si condanna una generazione e non è assolutamente possibile per la Calabria».
DECRETO CALABRIA Dalla scuola alla sanità, Biondo ha affrontato anche la scadenza, martedì prossimo, del Decreto Calabria, e con esso la decadenza dei commissari delle aziende ospedaliere e sanitarie. «Vorrebbe dire la paralisi completa, tenuto conto che caduto il decreto Calabria una parte delle competenze andranno alla Regione così come prevede la legge sul commissariamento. Una Regione che in questo momento non è nelle condizioni di poter svolgere un’attività straordinaria come ad esempio la nomina dei direttori delle aziende sanitarie calabresi. Di conseguenza abbiamo chiesto un incontro unitamente al ministro Speranza il quale si è impegnato ad assumere per la nostra Regione un provvedimento straordinario tenuto conto che la nostra Regione è a rischio zona rossa quindi chiaramente bisogna intervenire e il ministro Speranza deve mantenere gli impegni per quanto riguarda la nostra Regione. Si stanno sbloccando adesso alcune assunzioni che noi chiedevamo a luglio negli ospedali Hub, ma non è sufficiente, ci sono gli ospedali Spoke. In Calabria su 38 Ussca sono state realizzate solamente una ventina quindi manca la medicina territoriale, manca l’assistenza domiciliare. E’ una situazione – conclude Biondo – che va affrontata in maniera efficace e subito».





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