I dem scrivono a Mariggiò: «Dimissioni incomprensibili, sembrano una “fuga”»

I consiglieri regionali evidenziano le carenze finanziarie dell’ente gestito dal commissario. «Riteniamo che in questo momento debba prevalere il senso di responsabilità e lei non può sottrarsi da questa situazione che rischia di lasciare l’azienda senza guida»

CATANZARO I consiglieri regionali del Partito Democratico: Carlo Guccione, Domenico Bevacqua, Nicola Irto, Libero Notarangelo e Luigi Tassone hanno scritto una lettera al commissario di Calabria Verde, Aloisio Mariggiò. La missiva, si rende necessaria secondo i democratici, dopo la comunicazione delle dimissioni comunicata all’allora presidente della Regione Calabria il 14 ottobre. «Un gesto che, alla luce di quanto accaduto, risulta incomprensibile, sembrerebbe addirittura una “fuga” dalle proprie responsabilità. La situazione finanziaria dell’Ente appare grave, non c’è alcuna copertura finanziaria per gli stipendi di settembre e ottobre, mancano euro 11.266.471,24 per risanare stipendi e tredicesima fino al 31-12-2020. Tutto ciò rischia di produrre gravi conseguenze per l’azienda e per i dipendenti, secondo quanto ci viene illustrato nella lettera del dirigente di Settore di Calabria Verde – sostengono i consiglieri regionali -».
Nella missiva si legge ancora: «Riteniamo che in questo momento debba prevalere il senso di responsabilità e lei non può sottrarsi da questa situazione che rischia di lasciare l’azienda senza guida. Le ricordo che le norme statutarie regionali, delle norme costituzionali (tanto gli artt. 121 e ss. Cost., quanto l’art. 5, comma 2, Legge cost. n. 1/1999 – che continua a trovare applicazione in assenza di previsione, temporale, specifica contenuta nello Statuto regionale – della legge elettorale regionale (art. 1-bis L.R. n. 1/2005), del regolamento del Consiglio regionale (art. 60), e, soprattutto, della giurisprudenza costituzionale in materia di prorogatio dei poteri degli organi elettivi (sentenze 196/2003, 68/2010, 243/2016) confermano che, in caso di scioglimento anticipato della legislatura, gli organi elettivi restano in carica ed esercitano i poteri solo per atti indifferibili ed urgenti tra i quali, dunque, evidentemente, non rientra l’esercizio dei poteri ordinari e l’adozione degli atti il cui potere è attribuito, in via ordinaria, al presidente della Giunta regionale, alla Giunta regionale e/o al Consiglio regionale. I poteri ordinari in questo caso risiedono negli art. 34, comma 1, lett. e) e 36, comma 1, lett. f) dello Statuto (oltreché delle singole leggi regionali in materia di nomina e/o designazione di organi di amministrazione attiva) e, segnatamente, nell’art. 5 L.R. n. 24/2013 (legge istitutiva di Azienda Calabria Verde) il cui esercizio esula, appunto, dall’adozione di atti indifferibili e urgenti. Alla luce di tutto ciò, in questo difficile momento della nostra Regione, al di là delle appartenenze politiche, è necessario che lei metta da parte i suoi intendimenti e si assuma fino in fondo le proprie responsabilità per assolvere le attività di amministrazione sino alla ricostituzione dell’organo amministrativo».





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