Coronavirus, a Lamezia altri 16 positivi. Paura a San Pietro a Maida: il sindaco “chiude” tutto

Continua a salire l’apprensione a Lamezia che conta attualmente 66 casi attivi. Salgono i contagi a San Pietro a Maida e il primo cittadino Giampà sospende tutto per i prossimi dieci giorni

di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME Continua a salire e a preoccupare la crescita costante del numero dei casi positivi al Covid-19 a Lamezia Terme. Quella di oggi è stata una delle giornate più pesanti per la città con 16 nuovi casi in più rispetto a ieri. Di questi, 15 si trovano in isolamento domiciliare, uno è ricoverato. In particolare, quattro persone appartengono al medesimo nucleo familiare mentre due fanno parte di nuclei familiari che avevano già avuto positività. In città si registra, inoltre, una guarigione di un soggetto in precedenza riscontrato positivo.
«Al momento – scrive il sindaco Paolo Mascaro su Facebook – dalle comunicazioni ufficiali ricevute dal Comune, in Città si hanno, quindi, 66 attualmente positivi, di cui 3 ricoveri e 63 isolamenti domiciliari».

PAURA A SAN PIETRO MAIDA È altissima, invece, l’apprensione a San Pietro a Maida. Qui i casi accertati di positività al Covid-19 sono in tutto 15 ma, alla luce dei 250 tamponi effettuati e molti ancora da processare, il numero potrebbe essere più alto. Apprensione condivisa dal primo cittadino, Domenico Giampà, che ha aggiornato la cittadinanza attraverso una diretta Facebook, invitando tutti a rispettare le norme anti contagio preannunciato al tempo stesso un “auto-lockdown” temporaneo per dieci giorni.
«Stiamo lottando come dei matti – ha detto – ma la situazione è drammatica. Ci sono diversi nuclei coinvolti e quindi è necessario mettere in atto un lockdown locale. Dobbiamo fare in modo che si esca il meno possibile per capire dove il contagio si è fermato e adottare le dovute contromisure».
«Non dobbiamo generare caos, ma la situazione è critica e dobbiamo stare attenti. Vogliamo evitare di essere dichiarati “zona rossa” ma sappiamo che tanti tamponi verranno processati nelle prossime e molti altri saranno effettuati nei prossimi giorni».

LE MISURE Predisposta la chiusura del cimitero, il divieto di uscire tranne per motivi di lavoro, necessità e salute per dieci giorni. Niente passeggiate in centro, dunque, e occasioni di vita sociale che possano creare assembramenti. Chiuso anche il Comune, sospeso il mercato, gli studi medici e professionali tranne in casi di estrema urgenza e necessità. Saranno chiusi anche le attività commerciali al dettaglio, tranne tabacchi, farmacie, rivendite di prodotti alimentari e di igiene personale fino al 10 novembre. Una misura, quella scelta dal primo cittadino, per cercare di scongiurare misure più drastiche che potrebbero essere adottate, eventualmente, dalla Regione Calabria.(redazione@corrierecal.it)





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