Indice Rt, Calabria oltre la media nazionale. «Attendiamo gli effetti delle nuove misure»

Secondo l’Istituto superiore di sanità il tasso di contagiosità in Italia raggiunge 1.70. La nostra regione, stando al calcolo operato sui sintomatici nel periodo tra l’8 e il 21 ottobre raggiunge 1,84

ROMA Calabria quarta regione per indice Rt (quinta se si considera anche la provincia autonoma di Bolzano), che supera la media nazionale di 1,70 calcolata sui casi sintomatici nel periodo compreso tra l’8 e il 21 ottobre 2020. Numeri che preoccupano e danno, per diverse regioni, uno scenario da lockdown.
Una crescita che preoccupa se si paragonano le stime a quelle di altre zone d’Italia. Nella maggior parte delle regioni si riscontrano valori di Rt superiori a 1,25 ed aumentano anche i casi in cui la stima supera 1,50. In Calabria l’indice Rt, in crescita, raggiunge 1,84 e risulta il più alto dall’inizio della pandemia.
Va ricordato che l’Rt di una regione è frutto di una media tra le varie aree, perché in alcune regioni ci sono aree o province particolarmente colpite e altre meno.

LA SITUAZIONE NELLE REGIONI Di seguito l’indice Rt calcolato in tutte le regioni e province autonome che mostra in testa il Molise con 2.1 e la Lombardia con 2.01 uniche a superare le due unità. Segue il Piemonte con 1.99 ed appunto la Calabria con 1.84. La provincia autonoma di Bolzano è a 1.92. Le altre, in ordine sparso: Abruzzo: Rt 1.13; Basilicata: Rt 0.83; Campania: Rt 1.29; Emilia Romagna: Rt 1.6; Friuli Venezia Giulia: Rt 1.47; Lazio: Rt 1.43; Liguria: Rt 1.35; Marche: Rt 1.35; Molise: Rt 2.1; Pa Bolzano: Rt 1.92; Pa Trento: Rt 1.56; Piemonte: Rt 1.99; Puglia: Rt 1.47; Sardegna: Rt 1.04; Sicilia: Rt 1.38; Toscana: Rt 1.19; Umbria: Rt 1.45; Valle d’Aosta 0.92; Veneto: 1.47.

BRUSAFERRO: «ASPETTIAMO EFFETTI DELLE NUOVE MISURE» «Oggi censiamo un Rt a livello nazionale ancora in crescita anche se della settimana e quindi non tiene conto delle nuove misure. Rt viaggia intorno a 1.7». ha sottolineato Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, nel punto stampa sull’analisi della situazione epidemiologica in Italia. «Il Paese – aggiunge – ha assunto decisioni impegnative con il Dpcm del 24 ottobre. Il documento stesso prodotto da tutti i soggetti che partecipano alla definizione della situazione epidemiologica, tiene conto di una certa flessibilità e della messa a disposizione di una serie di strumenti articolati ed elastici, a seconda della necessità, sia a livello locale che nazionale. Settimanalmente i profili delle Regioni vengono condivisi con la cabina di regia, c’è un monitoraggio continuo della situazione, sulla quale si possono innestare nuove condizioni di sorveglianza e contenimento dell’epidemia».





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