Magorno: «Serve una svolta nella sanità calabrese»

Il senatore di Italia Viva, ha evidenziato le difficoltà del comparto sanitario: «evitiamo ambiguità e timidezze. Servono scelte chiare»

ROMA «Ora, nonostante gli sforzi inenarrabili prodotti in questi mesi il virus è tra noi un nemico con il quale ingaggiamo, quotidianamente, una strenua lotta corpo a corpo. Posso affermarlo con certezza e con un certo dispiacere, i mesi intercorsi tra la fine della prima ondata e quella che stiamo ora vivendo rappresentano un’occasione persa, per fornire ai territori del meridione gli strumenti necessari a fronteggiare il possibile ripresentarsi della pandemia e per portare aiuti concreti ai settori piegati dalla crisi economica: dal turismo ai servizi, al popolo delle partite IVA e agli operatori economici. Si è perso tempo nel  mettere mano alle carenze strutturali di una rete sanitaria in affanno nel gestire l’ordinarietà, figuriamoci una pandemia delle proporzioni di quella che stiamo vivendo. Vale più di ogni discorso l’immagine dell’altra notte delle ambulanze in fila per ore davanti all’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza, in attesa di poter trasportare in malati di Covid in arrivo da tutta la provincia. E voglio, in questa occasione, sottolineare l’eroica resistenza dei medici e del personale paramedico della nostra regione». E’ quanto detto dal senatore Ernesto Magorno in aula durante il confronto con il premier Giuseppe Conte. «E se gli ospedali sono al collasso altrettanto drammatica è la situazione sui territori, con le nostre ASP che con un personale ridotto all’osso, anch’esso eroico,  devono gestire il moltiplicarsi dei tamponi e dei tracciamenti da effettuare, con i conseguenti ritardi che tutto questo comporta. Dalla nostra regione Presidente giunge un grido forte e disperato: si sciolga definitivamente quella vischiosa e soffocante matassa che impedisce alla  sanità calabrese di funzionare. Questo virus Presidente ci ha impartito una lezione chiara nella sua durezza: per affrontarlo occorre evitare ogni ambiguità ed ogni timidezza. Servono scelte chiare anche quando possano apparire dolorose e restrittive».





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