Lamezia “prova” a reagire contro il lockdown. E si affida alle promesse di Mascaro – VIDEO

Alcune decine di manifestanti hanno organizzato un sit-in davanti alla sede del Comune lametino, poi l’arrivo del sindaco: «Rispetto a tanti altri sindaci, io ho deciso di non applicare altre misure restrittive. Qui ho lasciato i mercati e cimiteri aperti, anche per favorire l’economia»

manifestazione lamezia

di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME In linea con quanto sta avvenendo in altre città in Calabria, sebbene in toni e con numero nettamente contenuti, anche Lamezia Terme ha risposto al coro di proteste contro l’ultimo Dpcm e la decisione di inserire la Calabria nella “zona rossa”. Poco più di quaranta persone, in tarda serata, hanno scelto come luogo simbolo della protesta, il piazzale antistante la sede del Comune e via Perugini. Lavoratori, imprenditori, baristi e ristoratori preoccupati per le ripercussioni che le nuove restrizioni avranno sul loro futuro lavorativo e imprenditoriale a partire da domani.

LE RICHIESTE RISERVATE AL SINDACO Dopo l’occupazione, momentanea, della strada che ha causato dei rallentamenti al traffico, la situazione si è presto normalizzata, in attesa dell’arrivo del sindaco di Lamezia, Paolo Mascaro. Al suo arrivo, il primo cittadino ha incontrato subito i manifestanti, ascoltando le loro richieste. Dall’impugnazione dell’ordinanza del Governo – di fatto irrealizzabile – alla predisposizione di ordinanze che come l’esenzione del pagamento della Tari e del suolo pubblico, così come era avvenuto già nel primo lockdown in primavera.

«A LAMEZIA NESSUNA MISURA RESTRITTIVA» «Non cerco applausi – ha spiegato Mascaro – e quindi dobbiamo essere realisti. Domani alle 11 ci sarà un incontro organizzato dall’Anci nazionale nel quale sarà ribadito il no assoluto all’inserimento della Calabria nella “zona rossa”. Il grande massacro che hanno fatto al nostro territorio provocherà un arretramento del Pil e, quando finirà questa emergenza, saremo ancora più poveri di altre regioni d’Italia». Mascaro, poi, ha sottolineato le differenze tra diversi Comuni nella gestione dell’emergenza da Covid-19 e della pandemia: «Rispetto a tanti altri sindaci, io ho deciso di non applicare altre misure restrittive. Qui ho lasciato i mercati e cimiteri aperti, anche per favorire l’economia. Siamo stati, in Italia, i primi ad introdurre la festa patronale di San Pietro e Paolo, rispettando tutte le norme di sicurezza. Noi, dunque, proseguiremo su questa strada».
«Anche noi ci stiamo impoverendo come Comune. Dobbiamo quindi lottare con forza affinché venga subito applicato il “Ristoro-bis” con particolare attenzione alle zone rosse». Poco prima, in serata, un sit-in di protesta è stato organizzato davanti al Tribunale di Lamezia con la partecipazione di poche decine di persone.  (redazione@corrierecal.it)





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