Sanità, i sindaci dell’area metropolitana “puntano” tutti i responsabili (Speranza compreso) – VIDEO

Manifestazione dei primi cittadini della cintura metropolitana di Reggio Calabria in Prefettura. I sindaci calabresi sono pronti a iniziative forti se il Governo non adotterà tutti i «provvedimenti che l’allarme impone»

REGGIO CALABRIA I 97 sindaci dell’area metropolitana di Reggio Calabria si sono ritrovati in piazza Italia, davanti alla prefettura per manifestare il loro dissenso verso le politiche sanitarie imposte dal governo e contro il commissariamento.
«Chiediamo al governo – aveva spiegato in mattinata il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà – si impegni per fare uscire la Calabria dalla zona rossa con l’aumento di posti di terapia intensiva, l’assunzione del personale medico e paramedico e la realizzazione di un centro covid regionale». Queste richieste sono state consegnate, tramite un documento sottoscritto dai 97 al prefetto. «Le scene andate in onda ieri sera sono uno spettacolo mortificante e imbarazzante per la Calabria e i calabresi. Adesso basta, sulla pelle dei cittadini non si scherza più» aveva detto il primo cittadino.

In serata, una delegazione di fasce tricolori è stata ricevuta dal prefetto, con a capo il sindaco metropolitano ed rappresentanti delle quattro aree territoriali (Piana, Locride, Tirrenica e Grecanica).
«Oltre all’incapacità del commissario – ha commentato in piazza il sindaco Verduci di Motta San Giovanni – bisognerebbe guardare anche a chi ha nominato il commissario Cotticelli. Oggi si spara su di lui, ma dovremmo mettere al centro dell’attenzione gli artefici di questo commissariamento. È necessario che la sanità torni in capo alla regione».
Il sindaco Biasi di Taurianova, “punta” il ministro della Salute, Speranza. «Titolo Quinto ha squarciato il cielo su chi è responsabile, il commissario Cotticelli avrebbne dovuto agire già da giugno scorso e non lo ha fatto. Un gravissimo danno che dovrà essere riparato, i repsosnabili hanno un nome ed un cognome: Roberto Speranza che ha nominato Cotticelli e lo ha poi riconfermato. La zona rossa devasterà definitivamente la nostra economia; Cotticelli si è dimesso ma credo che debba essere sentimento forte anche per il ministro Speranza».
Intanto, i sindaci della Calabria, «facendo seguito alla contestazione avanzata dal Comitato Direttivo di Anci Calabria nella giornata di ieri in ordine alla decisione di prosecuzione del commissariamento della Sanità in Calabria in quanto “rappresenta un attacco inaccettabile ripetutamente perpetuato al territorio sotto il profilo dell’autonomia”, anche alla luce delle crude ed inaccettabili risultanze emerse dalla trasmissione televisiva di RaiTre – “Titolo V”», hanno sottoscritto un altro documento.
«È oramai palese ed evidente all’occhio di tutti in che misura dieci anni di commissariamento della Sanità in Calabria siano stati ingiusti, inutili e persino dannosi. Occorre assolutamente – è riportato nel documento – interrompere tale pratica di prepotenza istituzionale restituendo responsabilità e competenza ai naturali destinatari regionali, affinché si assumano le effettive responsabilità di risanare, programmare, ben gestire il Servizio Sanitario che è primario momento di rapporto tra i cittadini e lo Stato di cui i Calabresi vogliono continuare a sentirsi parte integrante ed effettiva» per questo i primi cittadini calabresi si rivolgono al ministro della Salute e al presidente del Consiglio dei ministri «affinché venga assunta come priorità assoluta dello Stato l’esigenza di affrontare definitivamente la problematica, stabilendo in termini immediati il ritorno ad un normale funzionamento secondo l’ordinamento vigente ed assumendo, invece, i più straordinari urgenti provvedimenti finalizzati alla definizione del Piano Ospedaliero antiCovid ed alla sua realizzazione con l’accrescimento degli occorrenti posti letto di terapia intensiva, sub intensiva e quant’altro di cui l’apparato sanitario ospedaliero e territoriale è attualmente privo o carente per garantire per i cittadini Calabresi il rispetto dell’art. 32 della Costituzione».
Chiedono, quindi, «tempestivi e fattivi riscontri con l’adozione di tutti i provvedimenti che la situazione d’allarme impone, ossia: immediata rimozione, ove non fossero state formalizzate le dimissioni, del Commissario e del Sub Commissario ad acta; immediata rimozione Commissari delle Aziende Sanitarie Provinciali; nomina, concertata e condivisa con le Autorità regionali e locali elettive, dei nuovi Commissari (regionali e provinciali), che dovranno, nel più breve tempo possibile, restituire ai cittadini calabresi il Diritto alla Salute e a ricevere cure nella propria regione; la convocazione di una riunione del Consiglio dei Ministri in Calabria per decretare le nuove nomine e collegando i tempi della chiusura dei commissariamenti alla cessazione dello stato d’emergenza per la diffusione della Covid 19».
Nel segnalare, infine, che «la condizione di allarme creatasi nelle popolazioni non più gestibile con le rituali rassicurazioni ed annunci», avvisano che «in mancanza di adeguate consequenziali azioni di Governo assumeranno più forti iniziative anche relazionate all’esercizio delle proprie funzioni e responsabilità».





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