Regionali, il governo nazionale punta al voto a marzo

Riunione del Consiglio dei ministri sulla data del ritorno alle urne in Calabria: l’orientamento prevalente è quello di uno slittamento fin quasi a primavera per l’emergenza Coronavirus anche se non manca chi pensa addirittura a maggio. Il centrodestra insiste per gennaio

Occhi puntati sul Consiglio dei ministri, convocato questa sera sul tema della data delle elezioni regionali. Politica calabrese tutta con il fiato sospeso attende l’esito del Cdm a guida Pd-Movimento 5 Stelle, il cui orientamento peraltro nelle ultime ore si starebbe via via delineando. Secondo fonti governative infatti il governo, che comunque sta tendendo una fitta interlocuzione con la Regione e con la deputazione parlamentare calabrese, anche quella dell’opposizione di centrodestra, sarebbe orientato a far votare le Regionali a marzo, alla luce delle incognite legate all’evoluzione dell’emergenza Coronavirus. Sempre secondo fonti governatrice, non ci sarebbe una posizione unitaria in sede di Consiglio dei ministri, nel senso che l’ala più tecnica, che sarebbe espressa dalla ministro dell’Interno Lamorgese, propenderebbe per marzo, l’alta più “politica” del Pd invece non disdegnerebbe un rinvio fino a maggio, in coincidenza con le elezioni comunali che vedranno al voto grandi città italiane: alla fine però sarebbe prevalente l’opzione fine marzo (con accorpamento con altre Amministrative tipo le Provinciali). Una opzione che ovviamente non è per nulla gradita al centrodestra calabrese, che oggi ha più volte invitato il governo a non dilungare il vuoto istituzionale che deriverà allo scioglimento anticipatori del Consiglio regionale invocando il ritorno alle urne per gennaio, al più tardi per i primi di febbraio. In ogni caso, tutti attendono l’esito del Consiglio dei ministri.





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