Verso le Regionali con l’incubo Covid, Magorno: «Serve un sindaco della Calabria»

Il senatore di Italia Viva e sindaco del comune di Diamante spiega: «Abbiamo bisogno per le prossime regionali di una lista in cui trovino spazio gli amministratori locali perché abbiamo bisogno di tutta la loro esperienza. Sono gli unici che smuovono qualcosa, come la protesta in programma per il 19». E sulla “zona rossa”: «Non la condivido, servivano delle misure omogenee»

di Michele Presta
Il senatore di Italia Viva e sindaco della città di Diamante, fa il punto sulla situazione politica e non solo che sta attraversando in questo momento la regione Calabria.

Quali sono gli animi degli amministratori locali che stanno fronteggiando in prima linea l’emergenza Covid?
«Io con gli amministratori locali calabresi e con i sindaci da quando ho ricominciato a essere primo cittadino ho avuto un contatto diretto che si è intensificato molto se si considera l’intera vicenda legata al Covid. Il fatto che sia sindaco ha indotto Matteo Renzi a darmi questo ruolo di responsabile del coordinamento degli enti locali è un lavoro che mi affascina e che voglio far partire dalla mia regione. In tutte le regioni, se non scendono in campo i sindaci per i governi regionali non avremo mai uno scatto in avanti. Dico questo perché i sindaci hanno l’ansia di fare le cose. I sindaci se si rompe una strada hanno l’ansia di metterla apposto, così come se si ottiene un finanziamento fanno di tutto per poter fare l’appalto di realizzarlo. I sindaci hanno volontà, forza e ansia di realizzare tutto e di farlo nel più breve tempo possibile. Ecco perché ci vuole tutta l’esperienza dei sindaci per le prossime regionali. Abbiamo bisogno di un sindaco della Calabria».

E quindi Italia Viva è pronta per le regionali?
«Italia Viva è pronta. Siamo stati pronti in Campania e Toscana, abbiamo messo a disposizione nostri candidati anche in altre regioni. Noi in Calabria abbiamo una presenza forte e radicato sui territori».

Di che coalizione farete parte? Si replicherà l’accordo di Governo?
«Noi abbiamo bisogno di formazioni civiche e di una lista di sindaci per tutta la Calabria che sia disposta a scendere in campo. Non è sufficiente riproporre l’esperienza nazionale se non è allargata anche a settori di centro moderati che guardano ad una coalizione che si mette in campo con fiducia, con certezza e con la speranza che la Calabria possa uscire dalle secche in cui si trova. Dobbiamo andare oltre il quadro nazionale non solo per vincere ma anche per governare».

Siete forza di Governo ma non avete mai fatto mancare i vostri appunti e le contrarietà all’esecutivo Conte. Condivide la scelta di far  rientrare la Calabria nella “zona rossa”?
«L’Italia ha bisogno di provvedimenti orizzontali e validi per tutto il paese. Isolare una regione come la Calabria e che ha uno stretto contatto con la Puglia o la Basilicata e la Campania per disperate ragioni come i flussi turistici che stiamo registrando in queste giornate straordinarie di novembre, non serve. La storia della “zona rossa” non è condivisibile tanto è vero che ritengo, nelle prossime settimane, si arriverà a delle chiusure ancora più serie che forse andavano adottate prima. Le restrizioni per come sono adesso non risolvono i problemi, questa è chiaramente una mia posizione ma so che è condivisa da diversi sindaci».

Lei in estate ha chiuso locali importanti presenti sul suo comune, serviva una strategia nazionale diversa?
«Assolutamente sì. E’ notizia di oggi l’apertura di un fascicolo d’indagine che riguarda i locali da ballo nel periodo estivo. Noi abbiamo semplicemente difeso il nostro territorio. I luoghi dove c’erano maggiori assembramenti li abbiamo chiusi. Ai sindaci è arrivata una comunicazione che nei prossimi giorni ci sarà una riunione del comitato di ordine pubblico e sicurezza, ma fondamentalmente si ripete la stessa storia che è avvenuta qualche mese fa, noi non abbiamo le forze dell’ordine per poter garantire quello che ci chiedono. Le poche forze dell’ordine che sono sul nostro territorio le ringraziamo per il modo eroico con cui stanno operando, ma se non sono in numero sufficiente tale che si possa garantire questo controllo di cosa parliamo? Ritorniamo a quello che è successo in estate quando avevamo l’obbligo di mascherina e nessuno che vigilava affinché venissero indossate. Io ho messo in azione una squadra di polizia locale che può effettuare questi controlli. Da sindaco ho emanato l’ordinanza per il tampone a chi rientra in città da fuori regione, servirebbero però queste indicazioni dal governo regionale».

Condivide la nomina di Zuccatelli?
«E’ stata una sceneggiata tutta calabrese. Cotticelli, Zuccatelli il problema è quali atti devono essere messi in campo. Mancano i tamponi nelle unità territoriali dove devono essere fatti, mancano gli infermieri, mancano i medici nelle unità territoriali e i medici che devono fare l’assistenza domiciliare. Sono arrivati i tamponi antigienici che potrebbero fare i medici di base ma ancora non sono stati ritenuti validi per l’accertamento di una eventuale positività. La regione, che solo ieri ha deliberato alcuni provvedimenti per fronteggiare l’emergenza, è in ritardo. Andavano fatti prima, a chiunque arrivi in Calabria io dico che va affrontata questa emergenza, al momento non c’è altro a cui pensare. Io credo che non ci sia soltanto l’emergenza Covid da risolvere in Calabria. Vorrei che parlamentari, consiglieri regionali e tutte le istituzioni appoggiassero la richiesta dei sindaci che vanno a Roma a protestare il prossimo 19 novembre. Mi rendo conto che poi praticamente sarà molto difficile da realizzare ma per il momento è una cosa simbolicamente molto forte, sono solo le istituzioni locali che si muovono».

Ma il rischio concreto è che si possa morire per malattie banali, il Governo pensa a queste cose? E in Calabria che prospettive ci sono oltre alla chiusura?
«Questo è il punto fondamentale. Le proteste degli operatori economici sono condivisibili. Se avessero fatto misure temporanee e orizzontali, che riguardano tutto il territorio non saremmo andati incontro a tutto quello che è successo. Adesso alcune emergenze potrebbero acuirsi. Bisogna avere coraggio di assumere medici e infermieri e superare i vincoli che non consentono di fare queste cose. Io sto preparando un emendamento al “decreto calabria” per fare in modo che i sindaci abbiano un proprio ruolo nel rapporto con i commissari sanitari a più livelli». (m.presta@corrierecal.it)





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