Covid, Rossano e Cetraro ospiteranno 60 posti letto (con personale da recuperare)

Fra lavori di adeguamento e accorpamenti dei reparti per recuperare il personale diventa difficilissimo azzardare delle previsioni sull’attivazione dei posti. Gli “esperti” parlano del nuovo anno, se andrà tutto bene

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO Se e quando saranno attivi, i 74 posti letto Covid previsti nell’ordinanza della Regione per la Calabria “Nord”, si andranno a scontrare con la disponibilità del personale medico, infermieristico e ausiliario.
Appurato che prima di “inaugurare” i nuovi posti letto le strutture ospedaliere di Rossano e Cetraro dovranno essere adeguate con dei lavori (sul Tirreno sarebbero in via di completamento), si presume – spiffera qualche addetto ai lavori – che non saranno disponibili prima del nuovo anno. La proiezione è anche «ottimistica», soprattutto per quel che riguarda il polo rossanese, perché tutti e trenta i posti contemplati nell’ordinanza – oggi ne sono disponibili quindicina – andranno allocati al quinto piano, come deciso nei giorni scorsi furante una riunione tenutasi all’Asp di Cosenza fra i direttori delle unità operative complesse, la commissaria dell’Asp Cinzia Bettelini ed i tecnici che dovranno poi sbrogliare la matassa infrastrutturale.
Se e quando, insomma. Il dubitativo è d’obbligo in questi casi perché con l’emergenza sanitaria che sta già attanagliando le strutture ospedaliere della regione, dover mettere mano a lavori di adeguamento gli ambienti, visti i precedenti ed un andazzo ormai noto alle latitudini calabre, è sempre meglio non azzardare pronostici. Il laboratorio tamponi programmatoal Giannettasio di Rossano, per esempio, era stato annunciato ad aprile e forse – forse – vedrà la luce il 19 novembre. L’Unità di terapia intensiva cardiologica, sempre nell’ospedale di Rossano, è stata chiusa per dei lavori di adeguamento e sembra essere caduta nell’oblio, in barba ai cardiopatici della Sibaritide, ai quali non rimane altro che incrociare le dita.
Eppure, si continua a fare i conti senza l’oste. I lavori, certo. I posti letto, pronti. Ma chi opererà fra le corsie? Durante il vertice cosentino, pare se ne sia appena accennato, ma senza parlare di nuove assunzioni, nonostante il governo abbia stanziato e dedicato dei fondi. Scontri feroci, piuttosto, si starebbero consumando in queste ore perché il personale dovrà uscire “spremendo” i reparti ed accorpandoli.
Al momento a Rossano sembra essere stata scongiurata la “fusione” tra l’unica cardiologia e l’unica Nefrologia, disponibili per 220mila abitanti. Ma qualcosa nei prossimi giorni emergerà. Ed allora a farne le spese sarà il servizio sanitario “ordinario” se è vero com’è vero che il personale dello spoke sarà cooptato – forse a turno ed a “colpi” di ordini di servizio – nel reparto Covid di Rossano. Non mancheranno, da quanto si dice, gli esposti in procura.
ROSSANO A Cosenza, insomma, avrebbero deciso di dedicare il quinto piano del Giannettasio al Reparto Covid. A parte i 14 già attivati al primo piano, se ne vorrebbero attivare «almeno» altri 15. I lavori «urgenti» prevedono il trasferimento dell’Oculistica dal quinto al terzo piano, l’allestimento dei quindici posti dove adesso è situata l’Oculistica – di dice – entro il 20 novembre con annessi letti, arredamenti, apparecchiature elettromedicali e adeguamento dei locali. Sempre al quinto piano, nei locali adesso occupati dalla ditta delle pulizie e sanificazioni, saranno trasferiti i posti attualmente allocati nell’attuale reparto Covid al primo piano. La Rianimazione sarà implementata di 4 posti letto Covid.
CETRARO Sempre a proposito di terapie intensive, i sei posti letto di Cetraro saranno dedicati al Covid, mentre se ne prevedono 4 no Covid a Paola. A Cetraro, ancora, a breve saranno allocati 10 posti letto Covid al primo piano del padiglione A dove se ne prevedono – entro il 18 novembre – altri 10 Covid dedicati. L’accorpamento delle attività residue di Urologia e Ginecologia e la momentanea chiusura del punto nascite consentiranno il «recupero di risorse assistenziali non mediche».
Anche a Cetraro, così come a Rossano, dovranno essere 30 i posti letto Covid e per arrivare a questo numero la soluzione sarebbe quella di recuperare spazio negli uffici amministrativi e negli ambulatori del padiglione C. Su questa ipotesi non sembra esserci una data indicativa.
Insomma, la lotta al virus è volontà di tutti. Tra il dire ed il fare, però… (l.latella@corrierecal.it)





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