Lamezia, violenza sessuale su minori. Maestro d’asilo condannato a 4 anni e 8 mesi

Rideterminata in Appello la pena nei confronti di un insegnante di religione. Il processo è scaturito dall’arresto del 65enne avvenuto lo scorso anno dopo la denuncia di una madre

corte d'appello catanzaro

di Giorgio Curcio
CATANZARO
Condannato anche dalla Corte d’Appello di Catanzaro l’insegnante 65enne di un asilo del lametino, accusato di presunte violenze sessuali su minori, e già condannato in primo grado. I giudici, in parziale accoglimento della richiesta della Procura generale, hanno rideterminato però la pena detentiva da 6 anni, a 4 anni e 8 mesi.

L’INDAGINE L’insegnante era stato arrestato a maggio dello scorso anno, in esecuzione di un’ordinanza di custodia in carcere emesso dal gip del Tribunale di Lamezia Terme su richiesta della Procura, custodia attenuata dagli arresti domiciliari confermati dalla Corte di Cassazione. L’indagine, condotta dal personale del commissariato di di Lamezia e coordinata dalla locale Procura, è scattata dopo la denuncia di una madre che aveva ricevuto le confidenze di sua figlia, una bambina di 5 anni. Le dichiarazioni della donna sono state successivamente confermate da altre madri che, sentite a sommarie informazioni, avevano dichiarato di aver appreso fatti simili dalle rispettive figlie, anche loro allieve dello stesso plesso scolastico.

L’UDIENZA L’udienza in Corte d’Appello, presso la seconda sezione penale, si è tenuta lo scorso 17 novembre (presidente Caterina Capitò, giudici a latere Silvestri e Di Girolamo) sul ricorso presentato dall’imputato. I legali dell’insegnante, Gambardella e Gualtieri, avevano chiesto l’assoluzione per “insussistenza del fatto” mentre il Procuratore Generale aveva chiesto la conferma della sentenza del gup lametino, ma con rideterminazione della pena per la prevalenza delle attenuanti generiche sulle circostanze aggravanti. Le parti civili, ovvero i genitori dei minori difesi tutti dall’avvocato Gianpaolo Russo, avevano chiesto, invece, la conferma di quanto sentenziato in primo grado. Oltre alla rideterminazione della pena, i giudici hanno riconosciuto anche il diritto delle parti civili ad ottenere il risarcimento del danno in separata sede civile per il quale, fanno sapere, è stato già depositato dall’avvocato Russo, ricorso presso il Tribunale civile di Catanzaro anche nei confronti del Ministero dell’istruzione Università e Ricerca da ritenersi responsabile solidale per i gravi fatti commessi a danno dei minori. (redazione@corrierecal.it)





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