I sindaci calabresi manifestano a Roma. Conte li riceve: «Cerchiamo il nome migliore» – VIDEO

Incontro con il premier e il ministro Speranza dopo la manifestazione organizzata dagli amministratori. Stop al commissariamento, annullamento del debito e assunzioni le richieste degli amministratori. Abramo: «Il premier ci ha detto che puntano al meglio». Occhiuto: «Ripartire equamente le risorse finanziarie». Falcomatà: «Confronto operativo». Stasi: «Si utilizzi il modello Ponte Morandi per le opere pubbliche»

ROMA Con la fascia tricolore a manifestare sotto Palazzo Chigi. Decine di sindaci calabresi  si sono recati a Roma per chiedere una volta per tutte un deciso intervento da parte del Governo per la sanità calabrese. Le ultime vicissitudini legate alla querelle della nomina dei commissari rappresentano soltanto l’orlo di un vaso da cui traboccano le difficoltà dell’intero settore.
Dieci anni di commissariamento non sono serviti a sanare la situazione, le chiusure degli ospedali, lo stop alle assunzioni e i tagli indiscriminati avevano un sommerso di criticità in termini di cure per i calabresi che con lo scoppio della pandemia sono esplose in tutta la loro violenza. Sindaci di diversi territori e con appartenenze politiche differenti hanno manifestato tutto il loro dissenso. Ad organizzare la mobilitazione è stata Anci Calabria che per tramite del suo presidente, Francesco Candia ci tiene a ribadire subito che «non ci interessano le diatribe politiche». «Vogliamo una buona gestione della sanità in Calabria – afferma ancora – una sanità che sia all’altezza della Repubblica Italiana di cui siamo parte. Siamo qui a ribadirlo con le nostre fasce Tricolori». «Vogliamo essere parte dello Stato – aggiunge – e vogliamo che in Calabria ci sia una sanità normale».

Superare il commissariamento e azzerare il debito prodotto negli anni e che ha generato un deficit di bilancio che supera i 100 milioni di euro. Queste le due richieste più importanti avanzate dagli amministratori calabresi che però ribadiscono anche la necessità di dare inizio ad una grande stagione di assunzioni. I sindaci vogliono essere protagonisti della fine della fase commissariale e per questo tantissimi hanno chiesto un coinvolgimento diretto tra gli esperti che dovranno guidare questa fase di transizione poiché essendo interfaccia dei cittadini e punto di riferimento amministrativo di prossimità conoscono bene le difficoltà dell’intera regione. «C’è un buco di democrazia in Calabria, i cittadini sono stati privati del diritto all’autodeterminazione», ha ribadito il sindaco di Vibo Valentia, Maria Limardo poco prima che una delegazione incontrasse il premier Conte insieme al ministro della Salute Roberto Speranza. In occasione del faccia a faccia il capo dell’esecutivo giallo-rosso ha detto agli amministratori: «Potete confermare alle vostra comunità che da parte del governo c’è massima attenzione verso tutti i cittadini calabresi».

ABRAMO: CONTE CI HA DETTO  CHE CERCA IL MEGLIO «Conte ci ha chiesto – lo diceva in maniera provocatoria, scherzando – se avevamo dei nomi, ma noi non facciamo nomi, non possiamo prenderci questa responsabilità. Conte ha detto chiaramente: “Con grande responsabilità stiamo cercando di prendere il miglior manager che si possa essere opre la Calabria, perché ci siamo resi conto che la situazione è veramente difficile ed è tanto difficile che ci vorrà del tempo per sanarla”, quindi vuole dire che ha registrato che le difficoltà del territorio sono tantissime». e quanto ha detto il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, illustrando ai colleghi calabresi l’esito dell’incontro con il premier Giuseppe Conte. «Ci hanno detto – ha sostenuto Abramo – che il disavanzo è di circa 60 milioni, il debito annuale è di 200 milioni al netto dell’addizionale Irpef restano 60-70 milioni, ed è quello che loro hanno già messo nella Finanziaria. Noi abbiamo detto che i debiti non accertati, quelli per cui arrivammo i pignoramenti alle Asp, sono molti di più, sono circa 2 miliardi, che non mettono le Asp in condizione di effettuare i pagamenti perché poi c’è mancanza di cassa, e quindi le Asp arrivano a pagare a 800 giorni. E su questo Conte effettivamente ha dato atto che bisogna valutare la situazione. Abbiamo chiesto che si deve inserire qualcosa in più nella Finanziaria per pagare i debiti progressi, la sta valutando». Abramo ha poi reso noto cdi aver «consegnato una scheda riepilogativa sulla distribuzione dei fondi della sanità in Italia, scheda fatta dalla ragioneria dello Stato sulla spesa sanitaria dal 2006 al 2019. Ho fatto notare che a esempio per la Lombardia c’è stato un aumento del 30%, da 15 a 30 miliardi, per la Calabria si è passati da 2,9 miliardi e 3,3 miliardi, appena il 12-13%. Poi ho fatto notate che in base al numero della popolazione la media nazionale è 1920 euro, la Calabria è 1.740, alcune regioni del Nord superano i 2mila. Alla Calabria mancano oltre 200 euro, moltiplicato per la popolazione calabrese fanno quasi 400 milioni, quattro miliardi in 10 anni. Questa storia – ha rilevato il sindaco di Catanzaro – deve finire: questo è l’unico parametro da considerare perché la Calabria ha 100mila patologie in più rispetto alle regioni del Nord. Il presidente Conte ha detto testualmente: “Effettivamente non mi sento di dire che questa distribuzione sia stata fatta bene». Abramo ha poi proseguito: «La prima valutazione è che Conte sta molto riflettendo sulle cose che gli abbiamo detto, perché si è intrattenuto molto con i sindaci calabresi e lo ha fatto anche dopo che ognuno di noi ha parlato e dopo che si è alzato perché voleva capire questa situazione e quindi credo che in questo momento sia in fase di riflessione rispetto alle cose che gli abbiamo detto, perché è rimasto piacevolmente colpito ed è voluto entrare nelle questioni tecniche. Possibile che in 10 anni nessun commissario è stato così tecnico da proporre una cosa che c’è in tutte le altre regioni, cioè la centrale unica degli acquisti? Questo avrebbe fatto risparmiare circa il 20-30% sugli acquisti perché se hai 3 miliardi sugli acquisti, com’è il caso della Calabria, risparmi 600 milioni. Possibile poi che nessuno ha mai fatto una centrale di logistica con le farmacie degli ospedali che prevede che il farmaco non va in obsolescenza, si si potrebbero risparmiare 100 milioni all’anno. Quando non arriva un manager che organizza in questo modo qualche dubbio mi viene. Io – ha aggiunto il sindaco di Catanzaro – ho detto che non abbiamo bisogno di uno specialista solo nel campo della sanità, anche questo ma abbiamo bisogno di un manager che sappia gestire anche il denaro della pubblica amministrazione e quindi del servizio sanitario regionale che è il 65% del bilancio». Il tema del nome del commissario. «Conte ci ha chiesto – lo diceva in maniera provocatoria, scherzando – se avevamo dei nomi, ma noi non facciamo nomi, non possiamo prenderci questa responsabilità. Conte ha detto chiaramente: “Con grande responsabilità stiamo cercando di prendere il miglior manager che si possa essere per la Calabria, perché ci siamo resi conto che la situazione è veramente difficile ed è tanto difficile che ci vorrà del tempo per sanarla”, quindi – ha concluso Abramo – vuole dire che ha registrato che le difficoltà del territorio sono tantissime».

OCCHIUTO: «BASTA CON IL COMMISSARIAMENTO» Anche il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto ha partecipato, nella delegazione dei primi cittadini calabresi, all’incontro con il Presidente del Consiglio Conte e con il Ministro della Sanità Speranza, sui temi riguardanti la questione della sanità in Calabria e la gestione dell’emergenza Covid. «Abbiamo sottoposto al premier Conte e al Ministro Speranza – ha dichiarato Occhiuto al termine dell’incontro – una serie di questioni ineludibili, a cominciare dalla necessità di mettere la parola fine al commissariamento della sanità in Calabria che dura da troppo tempo. Undici anni sono veramente tanti e non hanno portato nulla di buono. Sul punto – ha aggiunto Occhiuto – siamo stati rassicurati e, anche se l’emergenza in corso non potrà che essere gestita da un commissario, Conte e Speranza hanno assunto, in prospettiva, l’impegno di considerare l’esperienza commissariale assolutamente a termine. Anche rispetto alla necessità di ripianare il debito ingente accumulato durante la lunga fase del commissariamento della sanità calabrese, il governo ha assunto degli impegni che ci rassicurano. Un’altra richiesta che abbiamo avanzato con forza – ha aggiunto il Sindaco Occhiuto – è stata quella di pervenire prima possibile ad una ripartizione più equa delle risorse finanziarie destinate alle varie regioni e di rivedere i criteri sui quali si fonda l’attuale ripartizione che genera una discriminazione a tutto svantaggio della Calabria. La spesa sostenuta dal governo per la sanità in Calabria – ha aggiunto ancora Mario Occhiuto – è storicamente la più bassa di tutto il Paese. E questa  iniqua ripartizione di risorse, che non riescono a garantire i livelli essenziali di assistenza, non fa altro che aggravare un quadro già abbondantemente compromesso da altri fattori, rispetto ai quali la Calabria è assolutamente carente: personale sanitario insufficiente, ospedali chiusi, indebitamento fuori controllo. Abbiamo offerto, infine – ha concluso Occhiuto – la nostra disponibilità come Sindaci a fornire supporto a chi si occupa di sanità sui territori per interagire, anche in questa delicatissima fase emergenziale, con una interlocuzione più diretta che ci metta anche al riparo da azioni che possono essere recepite come “invasioni di campo”». Il Sindaco Occhiuto si è poi soffermato lungamente sulla situazione in cui versa l’Ospedale di Cosenza e sulla gestione della sanità sul territorio.

FALCOMATÀ: «CONFRONTO MOLTO OPERATIVO» «Siamo soddisfatti dell’incontro con il Presidente del Consiglio. È stato un confronto molto operativo. Ed è quello che volevamo perché dopo i fiumi di parole ascoltate in questi giorni chiedevamo maggiore concretezza». Lo ha detto il sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà al termine dell’incontro tra i sindaci calabresi e il premier Giuseppe Conte.
«Nella sostanza – ha aggiunto Falcomatà – sono state accolte tutte le nostre richieste ed in particolare l’esigenza che il commissariamento abbia una durata più breve possibile, la necessità di un sostegno economico da parte del Governo per contribuire a chiudere il debito della sanità calabrese ed infine la creazione di una piattaforma operativa per la concertazione continua e costante tra il Governo ed i sindaci per ciò che riguarda le scelte dei commissari rispetto al tema della salute dei cittadini. Il presidente Conte ha dato anche ampia disponibilità ad incontrarci periodicamente per fare il punto sulle evoluzioni della vicenda».

STASI: «UTILIZZARE IN CALABRIA IL MODELLO PONTE MORANDI» «A Palazzo Chigi c’è stata un’altra Calabria, diversa da quella degli imbarazzi televisivi e delle inchieste giudiziarie sui quali spesso si soffermano i riflettori. La Calabria della prima linea, quella che si scontra quotidianamente con le ordinarie emergenze della nostra terra; quella che porta come una ferita viva sulla propria pelle la disparità tra nord e sud; quella che da mesi sta combattendo a mani nude anche contro il Covid, nonostante decenni di disastro sanitario» aggiunge Flavio Stasi, sindaco di Corigliano Rossano, delegato insieme a Falcomatà, Limardo, Occhiuto e Abramo all’incontro con Conte e Speranza.
«È il tempo di definire un percorso che porti la Calabria fuori dall’emergenza in un tempo prossimo, non nei 3 anni ipotizzati dal Decreto Calabria bis. Inoltre, i debiti che anche i commissari governativi hanno continuato a produrre e che oggi sono sostanzialmente incalcolabili, aggravati da una sanità privata spesso predatoria e dalla massiccia emigrazione sanitaria, non possono essere l’ennesimo prezzo da pagare dai Calabresi: abbiamo chiesto che il Governo dia alla sanità calabrese la possibilità di ripartire davvero, anche intervenendo sul debito.
E poi interventi straordinari sul personale e per l’utilizzo e la riattivazione degli ospedali chiusi per affrontare dignitosamente la pandemia che raggiunge, giorno dopo giorno, numeri sempre più preoccupanti. Cariati, Trebisacce, Praia a Mare sono solo alcuni casi eclatanti della nostra provincia».
Stasi, infine, invita ad utilizzare il “modello Ponte Morandi”. «In Calabria ci sono circa 800 milioni di euro di soldi non spesi per l’edilizia sanitaria, per lo più per progetti partiti più di un decennio fa e che ancora non vedono la luce. Centinaia di milioni di investimenti mancati, di servizi mai partiti, di attrezzature mai acquistate a Corigliano-Rossano, a Vibo Valentia, nella Locride per fare degli esempi. Se si è potuto adottare un modello straordinario per il viadotto di Genova, si può fare anche per gli ospedali in Calabria e lo abbiamo chiesto con forza.
Mai 400 fasce tricolori calabresi, unite, avevano intrapreso una iniziativa simile e ritengo che il Governo debba tenerne conto. Ora attendiamo atti concreti, a partire dalla conversione in legge del Decreto Calabria bis al quale è possibile apportare integrazioni e miglioramenti. Ma soprattutto ci aspettiamo una forma di interlocuzione nuova, diversa dal passato, attraverso la quale i sindaci possano dare il proprio contributo istituzionale. Se fosse stato così, forse anche molti “passi falsi” – chiosa il sindaco di Corigliano Rossano – di questi giorni si sarebbero potuti evitare».





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