Nomina commissario per la sanità, i sindacati chiedono un Consiglio dei ministri straordinario

Nota congiunta di Cgil, Cisl e Uil calabresi che chiedono al governo di risolvere al più presto il nodo che interessa la regione. «Se non arriveranno risposte concrete, sarà mobilitazione»

sindacati bandiere

CATANZARO «La Calabria è stanca di aspettare risposte dal Governo nazionale, al qualche chiediamo di riunire in Calabria un Consiglio dei ministri straordinario e di farlo mettendo al primo punto dell’ordine del giorno la nomina del commissario per la Sanità e il varo della struttura che dovrà aiutarlo nella difficile opera di risanamento del Servizio sanitario regionale». Lo affermano, in una nota, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil della Calabria, Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo. «Una convocazione straordinaria del governo Conte in Calabria – aggiungono – è, inoltre, necessaria in considerazione del fatto che dall’ennesima operazione antimafia realizzata dalla Procura di Catanzaro, l’inchiesta “Farmabusiness”, è emerso il coinvolgimento dei livelli istituzionale della nostra regione. I calabresi sono stanchi di aspettare. Per dare speranza e un’opportunità alla Calabria, bisogna fare presto. Il tempo soprattutto alle nostre latitudini non è una variabile indipendente, per la risoluzione dei problemi».
«Siamo pronti ad una mobilitazione popolare – dicono ancora i segretari generali dei sindacati – se nelle prossime ore il governo decide di non decidere sulla Calabria. In questa delicata fase non possono essere ammessi ritardi, inadempienze e inottemperanze nei confronti della Calabria. Questo il Governo, finito in una impasse inaccettabile sulla nomina del nuovo commissario ad acta per il piano di rientro dal debito sanitario, lo deve comprendere senza se e senza ma. Per ricordare al Presidente Conte ed ai ministri del suo esecutivo che questa terra non può essere tradita nelle sue aspettative siamo pronti a scendere in piazza. La Calabria non può essere trattata e raccontata come sta avvenendo dai media nazionali. Occorre un sussulto d’orgoglio dei cittadini calabresi e la politica nazionale e regionale devono assumersi le responsabilità verso la nostra Calabria».
«Se non avremo risposte concrete alle nostre richieste – dicono ancora i sindacati – scenderemo di nuovo in piazza, giovedì prossimo 26 novembre, a Catanzaro dinanzi la Cittadella regionale, invitando ad essere presenti i cittadini calabresi, le lavoratrici ed i lavoratori, i pensionati, gli amministratori locali, le forze sociali e produttive. Manifesteremo perché il Governo continua a sottovalutare la gravità della situazione che la Calabria sta vivendo, sia sotto il profilo sanitario che sotto quello prettamente economico e sociale. Una sottovalutazione appesantita dallo strano e inaccettabile ritardo che si sta accumulando nella scelta della nuova figura commissariale che dovrebbe subentrare ai dimissionari predecessori Saverio Cotticelli e Giuseppe Zuccatelli. Un ritardo appesantito dalla difficoltà di gestione di un avvicendamento atteso e non più procrastinabile». Nei confronti della Calabria si percepisce solo un interesse di facciata, non corroborato da concrete azioni mirate a risolvere le tante, troppe, crisi aperte sul territorio, non ultima quella idrogeologica patita dal Crotonese, che la pandemia da Coronavirus, nelle ultime ore capace di far registrare 444 contagi e 5 morti, sta mettendo in evidenza. Il Sistema sanitario regionale, a causa dell’atavico ritardo infrastrutturale e di una cronica carenza di personale rischia di collassare».
«Per questo non possiamo aspettare – concludono i segretari dei sindacati confederali – per questo non si può perdere altro tempo».





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