Talarico non firma, “bloccati” i fondi per i precari ex legge 12 della Regione Calabria

Dopo la rimodulazione delle risorse ottenuta da Fausto Orsomarso, l’assessore al Bilancio ha “bloccato” l’approvazione dello stanziamento di 4,5 milioni di euro per quasi 200 lavoratori. Sindacati sul piede di guerra: «Siamo al limite della pazienza. Una pazienza che dovrà trovare adeguata soluzione nell’immediato senza ulteriori rinvii o inutili quanto sterili polemiche»

di Giorgio Curcio
CATANZARO
Dopo l’illusione delle scorse settimane, per i lavoratori precari “ex legge 12” della Regione Calabria, è tempo di fare i conti con una realtà che ha assunto in queste ore i contorni di una vera e propria beffa.
Già perché è ancora una volta contro le lungaggini burocratiche che si sono scontrate e sgretolate tutte le certezze di poco meno di 200 lavoratori, costruite e consolidate dopo i proclami dello scorso 29 settembre, quando l’assessore regionale al Lavoro, Fausto Orsomarso, aveva annunciato la «rimodulazione di risorse che offre all’assessorato al lavoro la dotazione finanziaria necessaria a chiudere una delle ultime pratiche che riguardano il precariato afferente alla Regione Calabria, quella relativa alla legge 12/2014».

L’INDECISIONE DI TALARICO Una brusca frenata a pochi metri dal traguardo è arrivata proprio ieri nel corso della riunione di Giunta. A bloccare tutto sono state le “incertezze” dell’assessore al Bilancio, Franco Talarico. Serviva infatti la sua firma alla delibera per imputare i fondi previsti (4,5 milioni di euro appunto) più altri 500 mila per garantire la copertura contrattuale di due anni (12 mesi più altri 12), a tempo determinato e attraverso l’agenzia “Calabria Lavoro”, per dare seguito alla successiva manifestazione di interesse, di fatto “blindata” e riservata agli appartenenti al bacino dei precari della ex legge 12. L’assessore Talarico non avrebbe dunque inteso approvare, nonostante il parere favorevole del direttore generale e del dipartimento lavoro, la costituzione del capitolo di bilancio con il conseguente stop dell’iter, a causa essenzialmente di una indecisione legata allo stato di “ordinaria” o “straordinaria” amministrazione, dopo l’improvvisa scomparsa del presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, e il “congedo” del Consiglio regionale avvenuto nei giorni scorsi.

Francesco Talarico

PRECARI ANCORA A RISCHIO Una incertezza, però, che rischia di ripercuotersi gravemente sulle condizioni di decine di lavoratori, convinti ormai di aver superato oltre 5 anni di precariato e di poter ottenere nei prossimi due anni quei requisiti necessari per una eventuale stabilizzazione che sarebbe comunque avvenuta dopo il 2022. Con un’amministrazione regionale ormai ai titoli di coda ben avviati, si fa sempre più dura per i precari. E i sindacati sono già sul piede di guerra.

I SINDACATI «Riteniamo assolutamente inaccettabile la decisione della Giunta Regionale, ed in particolare la posizione assunta dall’Assessore al Bilancio, che ieri sera avrebbe dovuto ascrivere a bilancio le risorse a sostegno della contrattualizzazione dei circa 200 lavoratori della cosiddetta L. 12.
Dopo mesi di incontri sindacali svolti nella Cittadella Regionale in cui si è ricercata la massima convergenza di intenti per costruire nell’alveo della trasparenza e della legalità delle procedure amministrative, percorsi e reali prospettive lavorative vissute dai lavoratori con atteggiamento di compostezza e speranzosa pazienza». È quanto scrivono le segreterie regionali di segreterie regionali di Cgil, Cisl, Uil, Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp Uil.
«A questa grave situazione si affianca l’assoluta indeterminatezza per il futuro dei 74 lavoratori contrattualizzati a tempo determinato con Azienda Calabria Lavoro che vedranno scadere il loro contratto il 31 dicembre 2020 dopo ben 60 mesi di proroghe senza soluzione di continuità, nonostante la richiesta di incontro piu’ volte reiterata proprio per fare chiarezza sugli intendimenti della Giunta Regionale stante la loro oramai non più procrastinabile trasformazione in termini legislativi del rapporto di lavoro a tempo indeterminato».
«Siamo al limite della pazienza. Una pazienza, quella dei lavoratori unitamente a quella delle segreterie regionali di Cgil, Cisl, Uil, Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp Uil che li sostengono, che dovrà trovare adeguata soluzione nell’immediato senza ulteriori rinvii o inutili quanto sterili polemiche. Per questo motivo, in assenza di determinazioni della Giunta, i lavoratori sopra citati, si autoconvocheranno, unitamente a Cgil, Cisl, Uil, Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp Uil, per chiedere ed ottonere soluzioni definitive per il loro futuro».





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