Zuccatelli riappare in tv: «Forse mi ero fatto dei nemici». E approva la scelta di Miozzo

L’ormai ex commissario del “Pugliese-Ciaccio” del Mater Domini ospite di “Piazzapulita”: «In quel video non mi sono piaciuto neanche un po’, ma perché non è apparso il giorno dopo?». E po il rapporto con Speranza, la collaborazione (mancata) con Strada e il parere sul possibile nuovo commissario: «Spero possa essere lui»

Zuccatelli Formigli

LAMEZIA TERME Dall’arrivo in Calabria e la scena muta e le dimissioni arrivate qualche giorno dopo, sembra passata una eternità. Da quel 16 novembre tutto è rimasto uguale e la poltrona del nuovo commissario per la sanità calabrese è ancora vuota. Tra nomi saltati, proposte più o meno condivise e patti politici, è ancora Zuccatelli a far parlare di sé, oscurando quasi la pessima figura del commissario Cotticelli che aveva fatto balzare agli onori della cronaca nazionale la nostra regione, fino alle dimissioni del generale e allo stravolgimento dell’assetto della sanità in Calabria. E così, dopo oltre dieci giorni, l’ormai ex commissario del “Pugliese-Ciaccio” del Mater Domini di Catanzaro rompe non solo il silenzio ma riappare in video, scegliendo la platea di “Piazzapulita”, programma in onda su La7 e condotto dal giornalista, Corrado Formigli, partendo dalla genesi della sua nomina: «Conte mi disse che avevano scelto il mio nome, tutto è partito da lì- racconta – ma la politica e lo schieramento c’entra poco. Io fui nominato anche da Berlusconi in Campania, in Abruzzo da Monti anche se già allora ero amico di Speranza e di Bersani. Nel corso della telefonata con il premier mi era stato detto che la mia scelta era legata al mio curriculum».

IL VIDEO E I “NEMICI” La discussione, inevitabilmente, si concentra sull’ormai noto video di fine maggio 2020 e Zuccatelli, così come aveva già detto all’AdnKronos, ha ribadito di far fatica a riconoscersi: «Non mi sono piaciuto neanche un po’, lo ammetto. Però io sono stato già condannato con sentenza passata in giudicato e ora è come se mi trovassi nella fase di riabilitazione. Ma vorrei ricordare che io sono in Calabria da Gennaio e la storia decennale della sanità calabrese non appartiene a me».
Zuccatelli poi sottolinea conversando con Formigli quello che secondo lui è un passaggio importante: «Ma se io avessi detto che non mi voglio vaccinare, cosa sarebbe successo? E se l’avessi detto in mondovisione? Penso che contro di me non ci sia stato alcun complotto però faccio delle considerazioni e penso: se quel video serviva per screditarmi, perché non lo hanno fatto il giorno dopo? Ho fatto battaglie per avere 75 posti letto in piena pandemia all’università, mi sono misurato con il sindaco e il prefetto di Catanzaro ricevendo sempre risposte negative. Non voglio fare riflessioni complottiste ma forse mi ero fatto dei nemici».

GINO STRADA Il rapporto con Speranza, il rispetto delle istituzioni e il coinvolgimento di Gino Strada. Tutti elementi che aiutano a delineare meglio la vicenda: «Il ministro Speranza mi ha chiamato dicendomi che mi avrebbero affiancato Emergency e Gino Strada perché era una richiesta precisa del M5S e io ero assolutamente d’accordo perché per me e per chi ha vissuto stagioni ed epoche particolari come quella del ’68, Strada è un simbolo». «Poi – racconta Zuccatelli – è saltato fuori il video, ho rispettato le richieste di Speranza di non rispondere ai media e ai giornalisti ma poi le dimissioni sono state doverose».

MIOZZO La scelta del nuovo commissario alla sanità calabrese sembra ormai vicina e pare convergere su Miozzo, nome gradito dallo stesso Zuccatelli: «In Calabria è indispensabile che tutti i professionisti e le realtà locali siano una sorta di insieme coordinato e l’autocontrollo periodico è fondamentale. Non conosco personalmente Miozzo ma tutti i colleghi me ne hanno parlato bene quindi spero possa essere lui il nuovo commissario alla sanità in Calabria». (Gi.Cu.)





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