Associazioni e movimenti in piazza, nasce il “patto per il territorio catanzarese”

Sit-in di oltre 20 sigle in piazza Prefettura nel capoluogo per sensibilizzare le istituzioni e sollecitare interventi anti-crisi

CATANZARO “Un patto per il territorio catanzarese”. Lo hanno sottoscritto oltre 20 tra organizzazioni di categoria, associazioni e movimento che questa mattina hanno inscenato un sit-in Piazza Prefettura, a Catanzaro, per sensibilizzare le istituzioni ad attenuare le drammatiche conseguenze economiche e sociali determinate dall’emergenza Coronavirus.
La manifestazione si è svolta con modalità contingentate nel rispetto delle misure di contenimento della diffusione dl Covid 19. Ad aderire al sit-in, tra le altre, Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti, Confagricoltura, Confimpresa, Cna, Confapi, Cicas, Eu 20, Lions, Centro Studi Don Francesco Caporale, Alleanza Civica per Catanzaro, Liberamente Calabria, Catanzaro nel Cuore, Mirabilia, Associazione avvocati dei consumatori, Venti da Sud, Confassociazioni, #confincerto, Commercianti Catanzaro Centro Tre V, Catanzaro è la mia città.
Ogni organizzazione, associazione e movimento ha esibito un cartello o uno striscione per esprimere le loro critiche al governo nazionale e a quello regionale e le proprie rivendicazioni: tra le richieste, il ristoro per le imprese e le realtà produttive colpite dalla crisi e dal lockdown e il potenziamento dei servizi sanitari. «Basta – ha detto il presidente di Confcommercio Calabria Centrale Pietro Falbo – con questo modo negligente e inadempiente della cos pubblica, abbiamo subito sulla nostra pelle l’applicazione di una zona rossa immotivata, che ha costretto le nostre imprese di chiudere. Il governo aveva promosso ristori entro il 15 novembre, puntualmente non arrivati. L’unica nota positiva è il fatto che la Calabria da domani diventa zona arancione, e questo consentirà ad alcuni imprenditori di tirare il fiato. Noi saremo vigili e attenti, e porteremo portare avanti questo progetto vita in comune e di condivisione. Sono felice – ha concluso Falbo – per il fatto che oggi tutti insieme siamo scesi in piazza per rappresentare questo disagio».





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