Aic Calabria, il nuovo direttore generale è Francesco Viscomi

La nomina è stata deliberata dall’assemblea alla quale hanno partecipato i rappresentanti dei comuni aventi diritto. Indicazioni anche sulla natura giuridica dell’ente: sarà in house alla regione

CATANZARO  Dall’assemblea dell’Autorità Idrica Calabrese, presieduta da Marcello Manna, arriva una prima importante indicazione: Francesco Viscomi (dirigente regionale di lungo corso alla Regione Calabria) è il nuovo direttore generale. La nomina è arrivata al termine di una partecipata assemblea nella quale, oltre alla designazione del direttore, si è proceduto anche ad indirizzare la veste giuridica dell’ente. Si è optato per la scelta di un housing pubblico ma ancora in che termini l’intera struttura lavorerà è da chiarire in quanto non sono state definite le regole da inserire all’interno dello statuto. Sarà questo il prossimo passo, l’individuazione di norme che regoleranno funzionamento di Aic e la definizione delle competenze in termini territoriali. Oltre a questo, l’altro nodo da sciogliere riguarderà la parte economica. E’ stato stimato che per dare vita all’intero impianto amministrativo sono necessari all’incirca 100 milioni di euro. Resta quindi da capire quale sarà la quota parte dei comuni e quella della regione, se si ragionerà di quota parte, oppure se saranno dei costi che potrà direttamente sostenere la regione. La scelta del nuovo direttore generale è passata con la maggioranza dei rappresentanti comunali presenti all’assemblea con l’astensione dei comuni di Vibo Valentia, San Giovanni in Fiore, Castrolibero, Bocchigliero e Pizzo. Sulla possibilità che l’autorità sia una società in house alla regione si sono astenuti invece i comuni di Pizzo, Bocchigliero e Castrolibero. Il voto ha scongiurato una fase commissariale oltre che la censura per l’accesso ai fondi della programmazione europea 2021-2027. La scelta di Viscomi, come direttore generale è stata condivisa da tutti anche se il comune di Cosenza nel corso della discussione ha sollevato delle obiezioni di natura procedurale. Nello specifico, secondo la legge regionale la nomina del direttore generale deve essere presa d’intesa con il presidente della giunta regionale pro-tempore. Considerando la vacanza del presidente e la reggenza del presidente facente funzioni era stato chiesta l’adozione di un parere del ministero dell’Ambiente, per il Sud o della presidenza del consiglio dei ministri che sono i tre organismi deputati alla supervisione dei lavori assembleari. Scelta che non è stata condiviso dall’assemblea e che ha portato i rappresentanti del comune Bruzio ad abbandonare i lavori.





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