Precari legge 12, la Giunta si incarta e non decide. Tutto rimandato in Consiglio

Per il futuro dei 209 lavoratori è stato rimandato tutto al prossimo Consiglio regionale di metà dicembre ma preoccupano i tempi e gli step istituzionali da rispettare. Tutto definito, invece, per borsisti, stagisti e i precari della legge 28

di Giorgio Curcio
CATANZARO
Al termine di una lunga e a tratti anche tesissima giornata, ai lavoratori precari della legge 12 della Regione Calabria (in servizio negli enti sub regionali Field, Calabria Etica e Fondazione Calabresi nel Mondo) non resta che restare attaccati all’ennesima promessa. Per loro, infatti, nulla è stato definito con certezza ma tutto è stato rimandato a data da destinarsi o comunque al primo Consiglio regionale utile, verosimilmente a metà dicembre. L’ennesimo nulla di fatto che non può che lasciare l’amaro in bocca per i 209 lavoratori, convinti, dopo l’annuncio di poco più di due mesi fa da parte dell’assessore Fausto Orsomarso, di poter presto lasciare il precariato e poter partecipare alla manifestazione di interesse per la successiva stabilizzazione.

IL PRIMO BLOCCO DI TALARICO Il primo stop è arrivato qualche giorno fa con l’assessore al Bilancio, Franco Talarico, che per un «problema di natura tecnica» ha preferito rimandare l’ok definitivo alla stanziamento dei fondi (poco più di 5 milioni di euro). Poi la richiesta di ulteriori 48 ore di tempo e infine la riunione di Giunta di oggi, utile solo a rimandare tutto al prossimo Consiglio, nonostante i diversi tentativi dei lavoratori e dei sindacati in protesta di incontrare, inutilmente, almeno il presidente facente funzioni, Nino Spirlì, per un confronto istituzionale. Una soluzione, dunque, che “responsabilizza” tutti i consiglieri, evitando possibili conflitti politici a ridosso delle elezioni regionali, previste per il 14 febbraio 2021.

IL CONSIGLIO E IL FATTORE TEMPO «L’assemblea – fa sapere la Regione – nel corso della prima seduta utile, sarà chiamata a discutere ed eventualmente a definire l’iter completo per garantire il percorso occupazionale dei lavoratori e ad approvare provvedimenti normativi che possano risolvere in modo legittimo e definitivo l’intera questione». Il tempo, però, è un fattore quanto mai determinante e che non può certo far dormire a sonni tranquilli i 209 precari. Ci sono infatti gli step istituzionali da rispettare, scanditi dal Consiglio regionale, la pubblicazione della manifestazione d’interesse e la presentazione delle domande. La sensazione è che prima del prossimo febbraio nulla si muoverà concretamente. A pochi metri dal traguardo la corsa si è inaspettatamente bloccata e inceppata tra i contorti meccanismi della burocrazia istituzionale e della Regione Calabria. E non è escluso che sullo sfondo non si stiano consumando veti incrociati.

GLI ALTRI PRECARI Per borsisti e stagisti, intanto, sono state trovate le risorse per il prolungamento di un anno del contratto, così come per i lavoratori della legge 28 che hanno ottenuto l’aumento del monte orario da 18 a 36 ore settimanali. Intanto i sindacati, Cgil, Cisl e Uil, «assolutamente insoddisfatti», hanno fatto sapere che presto potrebbero prendere in considerazione ulteriori manifestazioni e sit-in di protesta. (redazione@corrierecal.it)





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