Vono: «Sì al confronto, ma quello che conta è un progetto condiviso per la Calabria»

La senatrice di Italia Viva commenta l’attuale situazione politica in vista delle Regionali, partendo dall’appello del commissario dem Graziano per arrivare ai rapporti con il M5S e al civismo. «Iv è pronta e può esprimere un candidato governatore, fa piacere che il nome di Magorno circoli molto»

di Antonio Cantisani

CATANZARO Dalla sanità, con la rivendicazione del ruolo di “pungolo” suo e dei colleghi renziani al governo, alle prossime Regionali: la senatrice di Italia Viva, Silvia Vono, analizza l’attuale fase politica in Calabria.

Senatrice Vono, il commissario della sanità calabrese si è finalmente insediato, ma tutta la gestione della vicenda non è stata francamente una bella pagina per il centrosinistra. Del resto come Italia Viva l’avete rimarcato e lei ha persino “occupato” l’ufficio del commissario…
«Nella vicenda del commissariamento e complessivamente della gestione della sanità direi che la politica, in genere, di qualsiasi orientamento, non ha scritto in Calabria pagine esaltanti. Io mi preoccupo delle esigenze dei cittadini ai quali riservo la priorità assoluta nella determinazione di qualsiasi attività o presa di posizione. Ho ritenuto di presidiare l’ufficio del commissario alla Cittadella regionale per rimarcare che quell’ufficio “vuoto” non era più tollerabile. Come parlamentare e cittadina calabrese, avevo il dovere di intervenire per richiamare il governo alle proprie responsabilità e l’ho fatto informando immediatamente il ministro Speranza con il coinvolgimento diretto dei vertici e dei ministri di Iv. Infatti, da fonti ufficiali certe, non era previsto nessun Cdm per venerdì 27 novembre per discutere della questione sanità Calabria se non uno il giorno successivo sui decreti ristoro. In seguito all’intervento forte giunto fino a palazzo Chigi è stato convocato il Cdm d’urgenza con la nomina immediata del commissario. L’unico obiettivo che ci siamo posti, era ed è quello di ripristinare le condizioni minime, visto il commissariamento, di normalità. Minime, non in quanto ci accontentiamo ma in quanto crediamo che tutto ciò che compete alla politica debba tornare ad essere gestito dai soggetti indicati dal voto dei cittadini che, proprio nelle urne elettorali, scelgono i loro rappresentanti. Poi sulla sanità dovremmo parlare della riforma del titolo V della Costituzione ma questa è un’altra storia…».

Questa vicenda della sanità non rischia di creare problemi al centrosinistra in vista delle prossime Regionali? L’impressione è che la maggioranza al governo si sia fatto prendere la mano dalle solite logiche lottizzatorie più che rendersi conto della drammaticità della situazione della Calabria, regione in piena emergenza Covid…
«Come ho già accennato credo che la responsabilità dell’attuale situazione del settore sanitario in Calabria debba annoverare tra i responsabili ogni partito politico di maggioranza e opposizione, che, tra l’altro, si sono alternati tra destra e sinistra e che negli ultimi 15-20 anni hanno amministrato questa Regione. Attribuire responsabilità all’uno o all’altro presuppone che ci sia qualcuno della classe politica da assolvere per questa situazione. Inoltre, mi rifiuto di credere che tutti i soggetti apparsi sulla scena, a qualunque parte politica appartenenti, abbiano fatto riferimento, per le loro azioni, a logiche di lottizzazione. Penso piuttosto che molto spesso la classe politica, soprattutto in questo ultimo periodo, sia un po’ accomodante alle ideologie partitiche – e mi riferisco sia a sinistra che a destra – e non in grado di comprendere nemmeno che la presenza sul territorio, per avere quotidianamente il polso della situazione, anche con azioni forti, condivisibili o meno, sia fondamentale al di là dell’accompagnamento corale».

Le Regionali: Italia Viva che farà, considerando che un anno fa decise di non scendere in campo?
«Italia Viva, indipendentemente dalle tornate elettorali che si avvicendano, è costantemente impegnata nella ricerca di soluzioni che possano contribuire all’elevazione della società in qualsiasi settore. Non sono le logiche elettorali a guidare le nostre azioni ma, sicuramente, siamo pronti a fare la nostra parte a fianco dei calabresi, per poter avere un ruolo importante di rappresentanza in questo particolare periodo di difficoltà socio-economica».

In un’intervista al Corriere della Calabria il commissario regionale del Pd si è detto disponibile a un confronto aperto con tutte le forze di centrosinistra – quindi anche Italia Viva – per battere le destre e si è appellato al senso di responsabilità di tutti: come commenta?
«Certamente è lodevole la disponibilità al confronto aperto ma i presupposti di un dialogo, a mio modo di vedere, sono visione ampia e condivisione di un progetto per la Calabria indipendente dal battere o meno qualcuno».

In un’altra intervista al nostro giornale di alcune settimane fa il suo collega di partito e al Senato Magorno ha detto che c’è soprattutto bisogno di formazioni civiche e di una lista dei sindaci, altrimenti non sarà sufficiente riproporre l’alleanza che c’è a livello nazionale: condivide?
«Per quanto mi riguarda la politica, a qualsiasi livello, è sempre essere intrisa di una grandissima componente civica. E’ tempo però che la politica riprenda il suo ruolo e non rimanga nascosta dietro a formazioni pseudo-civiche che, come da molto tempo accade, in realtà esprimono invece un miscuglio di idee diverse e purtroppo non sempre a beneficio del territorio. Come dico spesso, riprendendo Paolo VI, la politica è la forma più alta di carità e se solo tutti fossimo in grado di capirne il senso nessuno più avrebbe timore di esporsi politicamente. Per il resto, sono convinta che alla base della formazione di qualsiasi lista ci debba essere l’impegno e la competenza e questo prescinde dalla coalizione civica o dall’alleanza di amministratori».

Ma in realtà, secondo lei, ci sono davvero le condizioni per riproporre in Calabria l’alleanza a livello nazionale? L’incognita più grossa resta il Movimento 5 Stelle, che peraltro lei conosce bene: le resistenze tra i pentastellati sono tante, sia rispetto al Pd sia rispetto a voi di Iv….
«La questione non è riproporre l’alleanza a livello nazionale ma piuttosto trovare una condivisione di progetto per il bene della Calabria e dei calabresi e un’unione di intenti. Le coalizioni si formano per rendere possibile un governo regionale stabile e capace di intervenire sulle questioni difficili della Calabria ma anche evidenziare sulle eccellenze e le bellezze di questa nostra Regione e non è possibile credere che ci siano resistenze su questo. In ogni partito che sia Pd, M5s o Iv ma, mi permetto di dire, anche nel centrodestra c’è tanta gente che si impegna. L’importante è, da parte di ognuno, indirizzare la corrente e non lasciarsi trasportare da essa».

Un candidato governatore di Italia Viva? Si presume che Iv possa mettere in campo più di una personalità, quello di Magorno è un nome che circola molto in questi giorni…
«Italia Viva è nata solo da un anno ma è in grado di esprimere anche un governatore, nel caso fosse necessario o risultasse da un discorso condiviso tra forze politiche. Le personalità con cui stiamo dialogando per avviare un discorso di politica regionale sono molte e tutte dotate di autorevolezza e stima in Calabria. Il collega Magorno ha dimostrato di essere all’altezza dei ruoli che ricopre sia come senatore che come sindaco del Comune di Diamante e di aver ottenuto tali ruoli in base al consenso ottenuto dai cittadini. Quindi, se circola il suo nome non mi sorprende ma mi può solo far piacere». (redazione@corrierecal.it)





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