Corsa alle regionali i Gd chiedono al Partito Democratico un cambio di marcia

In un documento la giovanile dem traccia i contorni entro i quali muoversi in vista delle prossime elezioni regionali. «Vogliamo dar voce alle istanze di quei giovani che non si arrendono ad un destino che sembrerebbe segnato, ma che, mossi dalla convinzione della possibilità di riscatto»

LAMEZIA TERME E’ bastato il decreto di indizione delle elezioni regionali firmato dal presidente facente funzioni a rendere l’aria politica frizzantina. Si ritessono le trame che lo scorso gennaio erano state interrotte bruscamente e soprattutto nel centro sinistra si prova a riaprire un dialogo che la sconfitta delle urne e la drammatica situazione sanitaria hanno spazzato di spugna, spingendo tutti quanti a concentrare i propri sforzi su altro. E a tessere la trama della politica ritornano anche i Giovani Democratici calabresi che fanno da avanguardisti mettendo sul tavolo una prima serie di idee e contributi da condividere non solo con chi poi sarà designato come aspirante presidente della regione, ma anche con tutti i candidati alla carica di consiglieri. «Le difficoltà che la nostra regione ha sopportato in questi anni sono state soltanto acuite da una crisi economica e sanitaria già in corso nel momento in cui la pandemia è esplosa e, se la sorte non è stata benevola, di certo possiamo dire come siano mancate la lungimiranza e la progettualità che avrebbero potuto portare la nostra terra fuori dal tunnel – scrivono i Gd calabresi -.Questa regione, d’altro canto, merita una possibilità di riscatto, la meritano quanti hanno, a malincuore, dovuto lasciarla e vorrebbero ritornare, quanti vorrebbero non doverlo fare. Ecco, sono queste le considerazioni che renderanno responsabili anche noi circa quello che accadrà d’ora innanzi, resa nota la data delle prossime elezioni regionali».
LA SPONDA DEL PARTITO I giovani dem, però prima ancora che agli altri guardano in casa loro e al reggente Stefano Graziano (considerate ormai sepolte le velleità di un congresso) chiedono un cambio di marcia.«Il Partito Democratico ha bisogno esso stesso di adottare nuovi metodi ed operare scelte diverse rispetto a quelle fatte nel recente passato, auspicandoci un rinnovamento non soltanto necessario, ma doveroso nei confronti dei propri elettori – continuano i Gd -. Pertanto, ci diciamo
disponibili ad aprire un tavolo non di trattative, ma di lavoro, strumento attraverso il quale noi
pensiamo di poter individuare i settori che più richiedono un intervento non riparatore, ma volto
alla costruzione di un nuovo progetto politico, capace di interpretare quelli che sono gli effettivi
bisogni del popolo calabrese. Immaginiamo la costruzione di un progetto politico nuovo e chiaro che, già nella prima scelta politico-elettorale, quella del candidato presidente della coalizione di centro-sinistra, tenga conto di queste esigenze di rinnovamento e programmazione, per cui si ritiene opportuna l’individuazione di una personalità “rinnovata”, che possieda allo stesso tempo le competenze e l’esperienza politica tali da poter adempiere ad un possibile mandato con la volontà di trovare delle soluzioni concrete ai problemi della Calabria. Esempi positivi e importanti nel centrosinistra calabrese sono presenti e meritano una attenta valutazione, basti pensare alle ultime amministrative con la vittoria contro un centrodestra a trazione leghista di città importanti come Reggio Calabria e Castrovillari, la primavera catanzarese di Salvatore Scalzo, gli esempi virtuosi di tanti giovani amministratori sparsi in tutta la Calabria. Una generazione è già in campo e merita di essere coinvolta.
Troppe volte discussioni intrise di retorica hanno svilito quello che sarebbe dovuto essere un
dibattito serio sulle condizioni per lo sviluppo della nostra regione, crediamo perciò sia venuta l’ora
di coinvolgere quanti in grado di rendere fertile il terreno delle opportunità».
VECCHIE LOGICHE Insomma, la giovanile dei democrat sembra volere mettercela tutta a discapito di quanto prodotto nel passato.«Noi Giovani Democratici pensiamo innanzitutto al rilancio di una politica veramente “nuova” dopo questa breve esperienza di centro-destra, perché restare in Calabria al termine del proprio percorso di studi non dev’essere un’alternativa quasi eroica all’emigrazione, ma
un’occasione per contribuire alla crescita del tessuto sociale ed economico della nostra Terra.
La nostra attività nei luoghi dove sono presenti le nuove generazioni ci consente di comprendere meglio quali siano le problematiche vissute in prima persona proprio da questa parte di popolazione che, pur volendo prendere parte al processo di trasformazione della regione, si ritrovano privi degli strumenti necessari per costruire il proprio futuro in Calabria. A tal proposito consideriamo di fondamentale importanza l’attuazione, come primo punto programmatico, di un sistema che abbia come fine l’interazione tra formazione universitaria negli atenei calabresi ed accesso al mondo del lavoro. É necessario quindi intensificare il sostegno alle eccellenze calabresi e contestualmente creare le condizioni utili a favorire l’imprenditoria giovanile, non con interventi sporadici, ma con soluzioni strutturali ed
infrastrutturali sul territorio. Alla luce di quanto dichiarato, vogliamo dar voce alle istanze di quei giovani che non si arrendono ad un destino che sembrerebbe segnato, ma che, mossi dalla convinzione della possibilità di riscatto, vogliono impegnarsi per dare un futuro migliore a questa terra – concludono -. Oltre le alleanze e agli accordi esistono le persone con i loro problemi e le loro speranze. Noi abbiamo accettato questa sfida e vorremmo che il Partito Democratico e l’intera coalizione di centro-sinistra sapranno interpretare e far proprio il nostro appello, lavorando per allargare alla partecipazione attiva di tutte le personalità del partito per la costruzione di questo nuovo soggetto politico. Non possiamo perdere altro tempo».





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