I Gd fuori dalla riunione di partito: «Siamo alla criminalizzazione del dissenso»

Oltre alla deputata Enza Bruno Bossio anche Mario Valente, segretario regionale dei Giovani Democratici, lamenta la mancata convocazione all’incontro indetto da Stefano Graziano. «Non accetto incontri riparatori»

CATANZARO Volano gli stracci in casa dem e la riunione indetta dai reggenti del partito per iniziare a tracciare una linea in vista delle prossime elezioni regionali si è trasformata in un vero e proprio boomerang. La prima a denunciare l’esclusione dal vertice di partito è stata la deputata Enza Bruno Bossio (qui la notizia), ma la “svista” nelle convocazioni (sempre ammesso che di questo si tratti) non riguarda soltanto la parlamentare cosentina ma anche i rappresentanti dei Giovani Democratici. Era stato proprio il gruppo giovanile del segretario Mario Valente, nei giorni scorsi a lanciare un appello per una rinnovata unità all’interno del partito (qui la notizia) e la scelta di una linea condivisa in vista della prossima competizione elettorale. Richiesta che, alla luce di quanto successo, cade e rimane chiusa nel cassetto delle belle intenzioni. Esclusi anche i Giovani Democratici della Calabria dalla riunione convocata stamattina dal commissario Pd Stefano Graziano. «Sono stato contatto soltanto nella tarda mattinata per un incontro a livello personale dal commissario Stefano Graziano – spiega il segretario Mario Valente -. Un incontro evidentemente riparatorio dal momento che è stata convocata stamane una riunione regionale del Partito per discutere della situazione politica in vista delle elezioni regionale, alla quale i Gd non sono stati invitati a partecipare. E’ grave che come organizzazione dei giovani democratici calabresi si continua ad essere ignorati dal commissario». Per il responsabile dei Giovani Democratici è impensabile che si possa lavorare in vista delle prossime elezioni non rispettando quelle che sono le regole che governano la vita del partito e nelle quali si individua la “giovanile” come componente fondamentale. «Prassi e regole statutarie che vengono seguite in tutta Italia vogliono proprio i Gd parte integrante degli organismi di direzione del partito – continua Valente -. In Calabria, soltanto perché in occasione delle elezioni regionali di gennaio scorso sono state assunte posizioni di dissenso oggi vengono penalizzati ed ignorati. Un atto di vera criminalizzazione del dissenso. Questa mattina avremmo avuto modo di porre all’attenzione del partito il nostro documento politico che recita chiaramente una nostra posizione discussa nell’ultima riunione di direzione regionale Gd in cui si chiede al nostro partito e tutta la coalizione di lavorare per un progetto unitario e rinnovato, puntando sulle eccellenze presenti nella nostra regione».





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