L’«ente mafioso» dei Farao-Marincola. Invocate 60 condanne

Al termine di una requisitoria durata tre giorni il pm Domenico Guarascio ha chiesto pene severe per vertici e sodali del locale ‘ndranghetista di Cirò. Si avvia alla conclusione il processo “Stige”, contro una cosca proiettata a monopolizzare ogni settore della vita economica con la connivenza di imprenditori compiacenti

di Alessia Truzzolillo
CROTONE «Un enorme ente mafioso». Così il sostituto procuratore della Dda di Catanzaro, Domenico Guarascio, ha definito il locale di ‘ndrangheta di Cirò capeggiato dalla consorteria Farao-Marincola. Tre giorni è durata la requisitoria del pm davanti al collegio del Tribunale di Crotone nell’ambito del processo “Stige” contro vertici e sodali della cosca Farao-Marincola di Cirò. Tre giorni nel corso dei quali è stata minuziosamente analizzata l’attività di indagine svolta dal Ros di Catanzaro e coordinate dalla Distrettuale di Catanzaro che ha ricostruito la struttura di ‘ndrangheta del locale di Cirò, capace di estendere la propria influenza nel Crotonese, del Cosentino e fino al territorio Catanzarese. Alla fine della discussione il pm ha invocato 60 condanne dai due ai 24 anni di reclusione, e 18 assoluzioni.
Ventiquattro anni di carcere sono stati chiesti nei confronti dei promotori della cosca: Giuseppe e Silvio Farao e per Vincenzo Giglio al vertice della cosca di Strongoli. Dodici anni ha chiesto il pm per gli ex sindaci di Cirò Marina, Nicodemo Parrilla, e Strongoli, Michele Laurenzano.
Pene pesanti anche per gli imprenditori boschivi Antonio, Luigi, Rosario, Pasquale Spadafora (18 anni per tutti, tranne Pasquale Spadafora per il quale sono stati chiesti 20 anni).
Il processo vede imputati politici, imprenditori, elementi di vertice, intranei o affiliati alla consorteria cirotana. La cosca Farao-Marincola è considerata diretta espressione della cosca Grande Aracri, a capo della provincia criminale di Crotone. Capo indiscusso del locale è Giuseppe Farao, ergastolano, capace di impartire ordini alla famigli anche dal carcere. Una mafia imprenditrice quella dei Farao-Marincola che non si limita a imporre il proprio predominio attraverso le estorsioni ma tende a controllare l’economia, anche attraverso la concorrenza illecita, per monopolizzare ogni settore della vita economica. Una cosca, è emerso dalle indagini, molto proiettata verso «gli investimenti e con tendenza a progetti economici fuori provincia, resi possibili grazie anche all’appoggio di personaggi intranei e contigui residenti in Emilia ed all’estero».
«La Germania se la stanno mangiando tutta», ha detto il sostituto procuratore riferendosi all’esportazione di prodotti agricoli all’estero venduti in locali legati alla cosca.
Dal riciclo dei rifiuti, al controllo del pescato e dei prodotti vinicoli e da forno fino al monopolio del taglio boschivo sugli altipiani della Sila e alle vessazioni ai lidi balneari, innumerevoli sono le attività nelle quali la criminalità si è insediata, con grave danno per l’economia pulita e con l’appoggio di imprenditori intranei alla consorteria e disposti a mettere al suo servizio le proprie imprese pur di sbaragliare la concorrenza.

LE RICHIESTE AIELLO Natale, 12 anni di reclusione; ANANIA Valentino, 11 anni e 6 mesi di reclusione; ARENA Tommaso, 2 anni; AULISI Martino, 7 anni e 6 mesi; BARBIERI Vincenzo, 20 anni; BENINCASA Giovambattista, 6 anni; BERARDI Giuseppe, 20 anni; BEVILACQUA Antonio Giorgio, 16 anni; BOMBARDIERE Vittorio, 18 anni; BOMBARDIERI Carlo, 2 anni; BONESSE Francesco16 anni; BOTTI Roberto, 7 anni e 6 mesi; BRUNO Giuseppe, 16 anni; CAMPISO Mario, 16 anni; CAPALBO Francesco, 17 anni e 6 mesi; CAPRISTO Tommaso, 16 anni; CARLUCCIO Dino, 4 anni e 6 mesi; CERCHIARA Gabriele, 2 anni; CERMINARA Assunta, 16 anni; CHIRIACO Emanuele, 7 anni e 6 mesi; CLARA’ Giuseppe, 14 anni; COMBERIATI Luigino, 20 anni; DE VITIS Antonio, 2 anni; ESPOSITO Aniello, 16 anni; FARAO Giuseppe di Silvio, 18 anni; FARAO Giuseppe, classe ’47, 24 anni; FARAO Silvio, 24 anni; FARAO Vincenzo, 18 anni; FAZI Paolo, 7 anni e 6 mesi; GALLO Giuseppe, 12 anni; GIGLIO Vincenzo, 24 anni; GRILLINI Andrea, 7 anni e 6 mesi; LAURENZANO Michele, 12 anni; MALENA Cataldo, 16 anni; MALENA Pasquale, 14 anni e 6 mesi; MALETTA Paolo, 3 anni; MIGLIO Enrico, 18 anni; MORRONE Francesco, 18 anni; MURANO Ivano, 2 anni; NIKOLLA Elton, 2 anni; PANAJA Rocco, 7 anni e 6 mesi; PAPAIANNI Salvatore, 18 anni; PARRILLA Nicodemo, 12 anni; PECORARO Franco, 10 anni; POTESTIO Nicodemo, 2 anni; PUCCI Giorgio Salvatore, 2 anni; PUTRINO Massimo, 14 anni e 6 mesi; RISPOLI Leonardo, 14 anni; RUSSO Gaetano, 7 anni e 6 mesi; SALVATO Luigi, 4 anni; SCARRIGLIA Massimo, 7 anni e 6 mesi; SPADAFORA Antonio, 18 anni; SPADAFORA Luigi, 18 anni; SPADAFORA Pasquale, 20 anni; SPADAFORA Rosario, 18 anni; TRIDICO Giuseppe, 14 anni; VASAMÌ Piero, 18 anni; ZITO Valentino, 12 anni; ANANIA Fabrizio, 18 anni.
Chiesta l’assoluzione nei confronti di ALOISIO Cataldo, ALOISIO Caterina, ALOISIO Laura, AULISI Sante, CATERISANO Massimo Diego, GAIBA Marco, GAMBARDELLA Antonio, LOMBARDO Maria Giulia, LUCENTE Franco, MAIOLO Francesco, MANICA Antonio, MAZZA Filippo, MAZZEA Francesco, MUTO Caterisano, NIGRO Alessandro, QUATTROMANI Salvatore, RIILLO Fabio, RIZZO Angela.(a.truzzolillo@corrierecal.it)





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