Incarnato: «Il centrosinistra non ripeta gli errori di un anno fa»

Il punto politico con il segretario del Partito socialista. «Ci sono le condizioni per mettere in campo un progetto riformista che superi i limiti del populismo. Bene l’appello all’unità e alla responsabilità ma il Pd sbaglia se pensa di replicare quanto fatto alle ultime Regionali»

di Antonio Cantisani
CATANZARO L’invito al centrosinistra a «mettere in campo un progetto riformista e superare i limiti di un’impostazione populista che è minoritaria», e l’invito al Pd a non replicare gli errori del passato: in questa intervista al Corriere della Calabria il segretario regionale del Partito socialista, Gigi Incarnato, analizza l’attuale fase politica in Calabria in vista delle elezioni per il rinnovo del presidente della Regione.
Segretario Incarnato, in Calabria si torna a votare per le Regionali il 14 febbraio (salvo nuova ondata del coronavirus): il centrosinistra sembra ancora fermo, sia come proposta per la Calabria sia come scelta del candidato governatore. Un ritardo che rischia di essere fatale…
«Nonostante siano state indette le elezioni, sulla data regna ancora incertezza. Il centrodestra punta a lasciare in mano il cerino al governo nazionale per decidere un rinvio, sapendo che stante l’attuale emergenza epidemica sarà difficile votare il prossimo 14 febbraio. Pertanto il problema, almeno fino ad ora, non è il quando ma il come il centrosinistra intende affrontare le elezioni. Mi auguro non si ripetano gli errori del recente passato. Oggi potrebbero esserci le condizioni per mettere in campo un progetto di governo a forte impronta riformista e poter superare i limiti di una impostazione populistica-ideologica figlia di una cultura tanto massimalista quanto minoritaria».
Oggi terrete l’attivo del Psi Calabria: alle Regionali i socialisti che ruolo intendono recitare? Ci sarà di nuovo una vostra lista, come del resto ci si attenderebbe in una regione con una tradizione e una storia socialista così forte e radicata?
«Certamente saremo in campo con una lista capace di esprimere il meglio della tradizione storica e politica socialista con l’obiettivo di registrare una rappresentanza nel consiglio regionale. Ma anche per quanto riguarda la definizione del programma e la selezione del candidato presidente è difficile potere immaginare un centrosinistra moderno, pluralista ed unitario senza la centralità della forza socialista. Oggi è convocata l’assemblea regionale del nostro partito per avviare una campagna di consultazione per la definizione di un vero e proprio manifesto programmatico per un governo della innovazione e della riforma del regionalismo».
In un’intervista al Corriere della Calabria il commissario del Pd Graziano ha rimarcato la necessità di creare un’ampia coalizione per battere la destra lanciando un appello all’unità e alla responsabilità: cosa ne pensa? E poi, il Pd guarda anche agli equilibri nazionali: come vedete un’eventuale coalizione di centrosinistra alleata con il Movimento 5 Stelle in Calabria, considerando che con i grillini voi socialisti non avete un gran feeling…
«Mai come in questo momento serve unità e responsabilità. Bisogna che tutti ne diano prova passando dalle parole ai fatti. Il Pd non può certo sostenere e replicare il modello che ha portato alle passate elezioni alla candidatura di Callipo. Una coalizione elettorale ampia e pluralista non può non avere un fulcro riformista. Sbaglia chi pensa di partire da un asse strategico tra Pd e Movimento 5 Stelle, considerando tutte le altre forze semplici appendici da aggregare».
Sembra comunque quasi una strada obbligata il dialogo con forze e movimenti civici, che in questi ultimi mesi sembra stiano proliferando anche in Calabria, in più si stanno muovendo anche molti sindaci e amministratori: non si rischia però di smarrire la centralità della politica?
«Finora la centralità della politica è stata sostituita da una grande confusione che ha condotto ad un progressivo impoverimento della rappresentanza istituzionale. Ritengo che mai sia stato raggiunto un livello di degrado istituzionale come quello che appare oggi davanti agli occhi di tutti. Non esagero poi se affermo che abbiamo anche conosciuto forme di falso civismo, dal momento che non si riscontrano effettivamente in campo movimenti espressioni di reali interessi civici, ma solo tentativi di cavalcare il disagio sociale per tentare di accaparrarsi qualche scranno nel Consiglio regionale. Credo, invece, che i sindaci, costantemente in trincea e veri punti di riferimento dei territori che amministrano, siano fondamentali ed indispensabile per un progetto realmente riformista».
Il candidato governatore: alle Regionali di gennaio il centrosinistra ha puntato su un profilo civico o comunque non prettamente politico, a prezzo anche di profonde lacerazioni, ma le cose non sono andate come ci si aspettava: è un’opzione ancora riproponibile?
«Oggi bisogna esattamente fare il contrario di ciò che è stato fatto alle elezioni di gennaio. Non bisogna lisciare il pelo a posizioni pseudomoraliste e che sanno molto di sostituismo e poco di rinnovamento. Occorre prima di tutto intendersi e convergere su programmi e contenuti di governo e poi assumere un metodo per definire una candidatura condivisa a cui consegnare le linee guida di un chiaro e non ambiguo mandato di governo. Per questo obiettivo non servono candidature preconfezionate o immaginate per, magari, risolvere per questa via questioni interne ai partiti. Su questo terreno il Pd è tenuto prima di ogni altra forza ad agire con apertura e responsabilità». (redazione@corrierecal.it)

 





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