«Graziano convochi l’assemblea regionale dei segretari di circolo, amministratori ed eletti»

La richiesta del circolo Pd “Centro storico e frazioni” di Cosenza al commissario: «Preoccupa l’andamento della fase preparatoria elettorale, il partito è burocratizzato e il centrosinistra appare incerto e confuso»

partito democratico pd

COSENZA «La convocazione, ovviamente nel pieno rispetto delle regole anticovid, dell’assemblea regionale dei segretari di circolo, degli amministratori locali e degli eletti nelle istituzioni a livello comunale, provinciale, regionale e parlamentar». È questa la richiesta dell’assemblea degli iscritti al circolo Pd “Centro storico e frazioni” di Cosenza al commissario del partito calabrese Stefano Graziano. In un documento diffuso al termine dell’assemblea del circolo, introdotta dalla relazione del segretario Gabriele Petrone, si evidenza che «è stato deciso di organizzare tre giornate di mobilitazione per la promozione del tesseramento 2020. Inoltre, a conclusione del dibattito, che è stato prevalentemente rivolto all’esame della situazione politica regionale, è stata richiesta al commissario del Pd calabrese Stefano Graziano, la convocazione, ovviamente nel pieno rispetto delle regole Anticovid, dell’assemblea regionale dei Segretari di Circolo, degli amministratori locali e degli eletti nelle istituzioni a livello comunale, provinciale, regionale e parlamentare. Tale assemblea – si legge dovrà essere un appuntamento solenne e decisivo per delineare la proposta politica e programmatica del Pd calabrese per le prossime elezioni regionali. À stata espressa unanime preoccupazione sull’andamento della fase preparatoria elettorale dal momento che il centrosinistra appare incerto e confuso. La maggiore difficoltà è quella dovuta alla mancata definizione di una coalizione elettorale sulla base di una chiara identità politica e programmatica». Il circolo Pd “Centro storico e frazioni” di Cosenza sostiene che «finora, dal tavolo della coalizione, grande assente è la Calabria. Sembra prevalgano solo posizionamenti politicisti dal momento che è assente ogni confronto su qualsiasi ipotesi di progetto di governo. La fanno da padrone visioni massimalistiche, parolaie e populiste. Il limite maggiore di questa situazione è da ricercare in un progressivo cedimento politico-culturale ad una impostazione pseudomoralista e convenzionalmente giustizialista. Di fatto, il Pd è vittima del fatto che dal Nazareno si insiste sul diniego di un profondo esame delle ragioni che hanno determinato la esclusione di Mario Oliverio e la candidatura di Pippo Callipo. Si opera, oltretutto, la rimozione delle dimissioni dello stesso Callipo dal Consiglio regionale senza che siano mai state spiegate le effettive motivazioni di tale scelta. Si rischia di ripetere gli errori già compiuti per mettere, così, in campo una aggregazione elettorale per nulla attrattiva e poco credibile. Si va trascinando – prosegue il documento – una discussione che sembra sia fondata sulla rinuncia all’ambizione di competere per vincere e governare bene la Calabria. Mai come in questo momento è necessario, invece, riuscire ad intercettare la domanda che proviene dalla maggioranza dei calabresi per la richiesta di un governo della Regione autorevole e capace». Secondo il circolo Pd “Centro storico e frazioni” di Cosenza «un progetto di tale portata dovrà necessariamente essere ispirato da una visione di forte riformismo. Se non ci si misura in questa sfida le prossime elezioni regionali rischiano di essere risucchiate nel vortice delle aspirazioni elettoralistiche per l’appannaggio di qualche seggio di minoranza nel Consiglio regionale. Ovviamente, dentro questo vortice, è il populismo la cifra che fa la differenza e tutto ciò a vantaggio di un centrodestra che, in questo anno, ha già ampiamente dimostrato i limiti e la insufficienza della propria attività di governo. Per l’affermazione di tale ambizione bisogna mettere in campo non un Pd burocratizzato, sedato ed ammorbato dalla fidelizzazione alla pratica delle gestioni commissariali ma una forza vitale che sappia fare tesoro delle esperienze di governo del passato, con tutti i suoi meriti e difetti, e che – conclude il documento – sappia coinvolgere le espressioni territoriali per mettere in campo un progetto che dia centralità alla Calabria reale e non agli egoismi elettoralistici».

 

 





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