Centro iperbarico di Palmi, un’eccellenza in pericolo

Tre medici pensionati e mai sostituiti. Un solo dottore in servizio per 24 ore al giorno. E l’impasse politica che blocca ogni intervento. Una delle poche “speranze sanitarie” della Piana di Gioia rischia di chiudere – VIDEO

PALMI Nei corridoi del Centro iperbarico nessuno lo dice ma tutti lo temono. Temono che 32 anni di storia di un’eccellenza calabrese possano chiudersi nel breve volgere di qualche mese. Il percorso è iniziato tempo fa. Prima quello che molti hanno interpretato come un declassamento – da struttura complessa a struttura di alta professionalità –, poi una serie di pensionamenti e le mancate sostituzioni. Sono andati via in tre: ha iniziato il primario Carmelo Catanzariti, a riposo dal settembre 2017. Due mesi dopo è toccato ad Achram Zoura, medico di origini palestinesi. E dallo scorso 1 maggio è arrivata la pensione per il dottore Elio Pitrolo, divenuto responsabile della struttura da settembre in poi. Il risultato del naturale turn over è che, di cinque medici, ne restano “sul campo” soltanto due. E in questo periodo l’assenza per malattia di uno dei due obbliga Pietro Oppedisano a garantire tutti i turni di reperibilità. Un lavoro 24 ore su 24: riesce a tamponare la crisi, ma l’emergenza potrebbe divenire insostenibile con il passare delle settimane e l’arrivo della stagione estiva, nel corso della quale il numero di interventi richiesti nella Camera iperbarica cresce notevolmente. Per fortuna l’organico degli infermieri – almeno quello – è in ordine: sono otto e riescono a far fronte alle richieste dei pazienti. Il problema, però, potrebbe esplodere da un momento all’altro. E riguarda non soltanto il presente ma anche (e soprattutto) le prospettive del Centro. Dopo il “declassamento” del 2017, le mancate sostituzioni dei medici pensionati non sono un buon presagio di come l’Asp di Reggio Calabria abbia intenzione di gestire una situazione che rischia di diventare pesante. E rischia di “avverarsi” il vaticinio che Petrolo offrì alle telecamere de L’altroCorriere Tv qualche mese fa. «Il Centro iperbarico – disse – rischia di scomparire». E con esso una delle poche attività residue dell’ospedale di Palmi, al quale è rimasto ben poco (la Dialisi, la Radiologia e il Punto di primo intervento, oltre alla Camera iperbarica). A complicare il quadro ci si mette anche la fase politica: il clima da crepuscolo della legislatura scoraggia tutti gli interventi, anche quelli che ci si aspetterebbe dalla burocrazia. Con un solo medico in servizio e decine di pazienti in attesa, questa piccola eccellenza spera che qualcuno si ricordi della sua importanza. E di 32 anni di storia al servizio dei calabresi.





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