«La ‘ndrangheta tratta con terroristi e “cartelli” criminali»

Il procuratore di Reggio Calabria Bombardieri: «Indispensabile la collaborazione tra forze di polizia». Il vice capo della Polizia D’Angelo: «Molta attenzione per gli interessi transnazionali delle organizzazioni criminali». Mirino puntato sui Balcani

REGGIO CALABRIA «La cooperazione internazionale delle forze di polizia e delle magistrature contro il terrorismo ed il crimine organizzato è una strada ineludibile per prevenire e disarticolare pericolose ricadute sulla vita dei nostri concittadini e sulla sicurezza del nostro Paese». Lo ha detto all’Ansa il procuratore capo della Repubblica di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri, partecipando stamani alla Conferenza organizzata dallo Scip, il Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia, all’Università “Mediterranea” di Reggio.
«A fronte dell’irrompere della globalizzazione, della velocizzazione, della mobilità di persone, merci e servizi – ha aggiunto il magistrato – le grandi organizzazioni criminali internazionali, tra cui la ‘ndrangheta calabrese, parimenti, si sono “delocalizzate” pur mantenendo strategicamente costante il rapporto con il territorio di origine. Una forma organizzativa di relazioni internazionali che trova spessissimo riscontro in numerose indagini delle nostre forze di polizia che denotano la straordinaria flessibilità della ‘ndrangheta sugli scenari globali, capace di intessere proficui rapporti saldati su enormi interessi economici, tanto da fare la ‘ndrangheta il player più credibile sulla piattaforma continentale europea con cui si interfacciano i grandi “cartelli” criminali mesoamericani, monopolisti nella produzione di cocaina. Il lavoro ci dice – ha continuato Bombardieri – come ormai la cooperazione tra le forze di polizia e le magistrature di tutto il mondo sia la base da cui partire per individuare ed aggredire la criminalità organizzata, la loro potenza economica, gli addentellati con il terrorismo, talvolta in grado persino di orientare le leadership di molti Paesi dove le istituzioni sono più fragili, quindi, più influenzabili».
«Molto finora è stato fatto – ha concluso Bombardieri – ma il cammino deve ancora allungarsi con sempre più intensi interscambi info-investigativi e relazioni durature con quelle realtà transnazionali dove è ormai acclarata la presenza inquinante della malavita organizzata e della ‘ndrangheta».

D’ANGELO: «IMPEGNO MASSIMO CONTRO LA ‘NDRANGHETA»  «Approfondire la conoscenza dei territori in cui operano le forze di polizia, in Italia e all’estero, irrobustendo i caratteri sinergici e le specificità al fine di prevenire e sanzionare con sempre rinnovata efficacia i traffici criminali internazionali e le loro complicità». Così il vice direttore generale della Pubblica sicurezza, direttore centrale della Polizia criminale, prefetto Nicolò Marcello D’Angelo, ha definito il senso della Conferenza regionale sulla Cooperazione internazionale di Polizia in corso di svolgimento a Reggio Calabria.
«E non è un caso – ha aggiunto – avere scelto Reggio per questa iniziativa, dove le forze di polizia e lo Stato nel suo complesso, sono impegnati in una quotidiana lotta, e con buoni risultati, contro una delle forme di criminalità organizzata più potenti e internazionalizzate come la ‘ndrangheta, la cui influenza si riflette in maniera nefasta sull’economia, sul condizionamento delle pubbliche amministrazioni, sui traffici internazionali di stupefacenti, soprattutto di cocaina. Noi siamo impegnati ormai costantemente nell’incrementare l’azione investigativa sugli scenari transnazionali, lavorando contemporaneamente per rafforzare la cooperazione con tutte le altre forze di polizia del mondo, velocizzando le procedure, organizzando progetti e programmi comuni, soprattutto con le strutture di polizia delle aree balcaniche, dove l’intuito ci dice che vi siano significative presenze di organizzazioni mafiose».
«Tutto ciò – ha concluso Nicolò Marcello D’Angelo – è la condizione per inverare risultati positivi ai fini di un aumento dei livelli della sicurezza dei cittadini e del condizionamento della nostra economia».
Il vice capo della polizia, ha inoltre affermato che «oggi il nostro Paese può contare su un alto livello di sicurezza e di protezione grazie a modelli organizzativi rivelatisi efficaci. Tuttavia, un pizzico di fortuna non guasta, anche se la fortuna, come si dice, aiuta gli audaci».





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