Villa San Giovanni, primo consiglio comunale per il sindaco reintegrato

Presenti anche i parlamentari Maria Tripodi e Francesco Cannizzaro e il senatore (e fratello del primo cittadino) Marco Siclari

VILLA SAN GIOVANNI Strappato il reintegro dopo l’assoluzione nel processo che in primo grado lo aveva visto condannato, il nuovamente sindaco Giovanni Siclari è tornato a presiedere la seduta del Consiglio Comunale di Villa San Giovanni. Per l’occasione – informa una nota del Comune – in aula erano presenti «tutti i sindaci dell’area dello Stretto, consiglieri regionali, i parlamentari Maria Tripodi e Francesco Cannizzaro e il senatore (n.d.r. e fratello del sindaco) Marco Siclari», mentre hanno fatto pervenire un proprio messaggio – informa la nota – «Nico D’Ascola e Rosanna Scopelliti entrambi costanti sostenitori di Siclari in tutta questa lunga attesa e non solo». Dopo i ringraziamenti «a chi mi ha sostituito quest’anno, la Vice Sindaca Mariagrazia Richichi, gli assessori e i consiglieri, per la determinazione, il coraggio, la serietà e l’orgoglio con i quali hanno affrontato le molteplici difficoltà sopravvenute, senza mai tentennare o dimostrare la minima perplessità», Siclari – si legge – ha affermato che «non basta l’orgoglio per essere un degno sindaco e amministratore, bisogna avere ben altro, il forte senso di responsabilità, che dobbiamo sentire ancora più forte dopo l’importante esito della commissione d’accesso che ha sancito la Legalità dell’amministrazione e dell’Ente. La cittadinanza ci ha affidato l’alto e prestigioso compito di amministrare il Paese. Tocca a noi ricambiare tanta fiducia con altrettanto impegno e dedizione. Impegno e dedizione che mi aspetto anche da voi consiglieri di minoranza, non ci deve guidare la contrapposizione ideologica tra destra e sinistra, ma la capacità di scegliere tra opzioni diverse, quella che sa portare il migliore beneficio alla città, con questi presupposti avrete in me un vostro attento ascoltatore. Lavorando uniti e convinti di operare per il bene della città riusciremo a superare ogni difficoltà, ogni divisione, al di là di ogni democratico e corretto confronto politico. La mia solitudine decisionale, non sarà mai un’imposizione, ma sarà sempre il risultato del mio confronto costante con la comunità. Questa fascia la indosso io, ma la portiamo tutti assieme. Dobbiamo sentire il peso e la responsabilità che comporta, perché con questa fascia portiamo il peso delle speranze della nostra città, dei nostri concittadini, dei nostri figli».





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