A Reggio l’ospedale cerca un primario per un reparto che non c’è

Il caso delle assunzioni programmate in Geriatria. La struttura non esiste né nei vecchi né nei nuovi plessi. Ma nel giro di pochi mesi è stato bandito un concorso e sono stati richiesti altri quattro medici. Mentre il resto dei Riuniti scoppia

REGGIO CALABRIA Nell’unico ospedale su cui si scaricano tutte le emergenze di un’area abitata da circa 750mila persone, si bandisce un concorso (a primario) per un reparto che non c’è. E quello che si cerca è un primario geriatra.

TRASFORMAZIONI NOMINALI Succede a Reggio Calabria, nel polo sanitario a tutti noto come il “Riuniti” e che il piano di riorganizzazione della sanità provinciale ha trasformato nel Grande ospedale metropolitano, di recente balzato agli onori delle cronache per le medicazioni in cartone da pacchi propinate ad alcuni pazienti del Pronto soccorso. Un caso – probabilmente solo l’ultimo in ordine di tempo – che mostra drammaticamente come l’annunciato restyling del vecchio polo sanitario abbia riguardato solo nome e classificazione. Nella realtà, si è tradotto solo in un aggravio dei problemi.

SOVRACCARICO All’ombra del commissariamento, in tutta la provincia sono stati chiusi ospedali, accorpati reparti, smantellati presidi, cancellati gli ambulatori. Per medici e infermieri è stato bloccato per anni il turn over.  L’intera utenza del Reggino, soprattutto per le emergenze, è stata dirottata sui Riuniti. Ma lì, il più volte annunciato programma di potenziamento da tempo per lungo tempo è rimasto lettera morta. Quando finalmente le assunzioni sono state sbloccate però non si è deciso di correre ai ripari, o quanto meno non solo.

UN GERIATRA PER IL REPARTO FANTASMA Nel 2016 dalla direzione sanitaria dei Riuniti è stato chiesto con insistenza un primariato di Geriatria. Ma il reparto non c’era allora e non c’è adesso. Né nella vecchia struttura di via Vallone Petrara, né nei nuovi plessi del Morelli dove – tra mille polemiche legate anche all’assenza di una rianimazione – sono state già trasferite alcune unità. Nelle intenzioni dell’attuale management, si tratta del primo polo del futuro nuovo ospedale destinato a sostituire la vecchia e obsoleta struttura che sorge sulla collina in centro città. Ma al momento, né da una parte, né dall’altra esiste la Geriatria. Appurarlo è facile. Basta fare un giro nei due centri, o più comodamente chiamare il centralino. Alla richiesta di parlare con la Geriatria segue solo un silenzio imbarazzato.

IL VIA LIBERA DI SCURA Ma ai Riuniti vogliono a tutti i costi un primario geriatra. Si sa, la popolazione invecchia, l’età media sale, e aumentano gli anziani che hanno bisogno di cure mediche. Peccato però che la mission ispiratrice del feroce piano di ridimensionamento sanitario che ha falcidiato la sanità calabrese sia di segno esattamente contrario: puntare su acuti (emergenze) e specialità ed eliminare le lungodegenze. In ogni caso, il commissario Massimo Scura – che proprio recependo le segnalazioni dei dg dovrebbe stilare il piano delle annunciate assunzioni – non sembra aver avuto nulla da ridire. Anzi, ha autorizzato l’assunzione di un primario geriatra con il decreto 50 del 2017 e ai Riuniti non hanno perso tempo.

NE VOGLIAMO ALTRI QUATTRO Nel giro di pochi mesi, è stato bandito il concorso e si sta già sorteggiando la commissione che dovrà occuparsene. Dei locali in cui dovrà operare, delle apparecchiature che dovrà usare e del personale infermieristico e sociosanitario su cui potrà contare nessuno parla. Ma evidentemente il dg Frank Benedetto e il resto del management ospedaliero devono avere già in mente la soluzione, perché su loro sollecitazione nel successivo decreto commissariale con cui sono state autorizzate ulteriori nuove assunzioni compaiono ben altri quattro geriatri. È il Dca 55 del febbraio 2018. Altre unità delicatissime come Neurochirurgia, Gastroenterologia, Medicina e Chirurgia d’accettazione e d’emergenza e pronto soccorso – molte delle quali non riescono a garantire guardie notturne – ricevono in dote solo una o due unità. Geriatria, che non c’è, quattro.

«DA QUANDO LA GERIATRIA È CONSIDERATA EMERGENZA?» Una «scelta scellerata» secondo il sindacalista delll’Anaao-Assomed Gianluigi Scaffidi, «salvo che la geriatria non sia entrata ultimamente, sotto il profilo tecnico-scientifico e legislativo a far parte delle unità operative che fronteggiano le emergenze/urgenze». Perché – si chiedeva il sindacato dei medici – ci si impegna ad assumere personale per un reparto che non c’è e si lasciano scoperti quelli esistenti? E anche nell’ipotesi che si volesse aprire una nuova unità, dove sono le previsioni di budget? E soprattutto perché i quattro posti di Geriatria chiesti (e autorizzati) per un reparto che non c’è non vengono riconvertiti in modo da potenziare le unità che già esistono e lavorano in affanno?

PIANO INSUFFICIENTE Risposte non ne sono arrivate, se non le consuete rassicurazioni su nuove assunzioni in arrivo. Ma quelle previste per chi quotidianamente lavora in ospedale non bastano. «Alla luce dell’attuale situazione che giorno dopo giorno dobbiamo affrontare, le 400 assunzioni promesse o non sono sufficienti, o non sono adeguati al profilo di hub di emergenza/urgenza che oggi ha il Riuniti» dice un medico in organico ad uno dei reparti “di trincea”.

I TURNI PARLANO Ma la sua non è un’opinione personale. I numeri e la stessa attuale organizzazione di turni e disponibilità ai Riuniti dimostra chiaramente quale sia la situazione. Nei reparti dedicati alle emergenze – Ortopedia, Chirurgia vascolare, Chirurgia toracica, Medicina d’urgenza – non c’è personale sufficiente per garantire le guardie notturne. Dalle 20 in poi, c’è sempre un medico reperibile, sempre pronto ad intervenire in caso di problemi dei degenti o emergenze, ma non è fisicamente presente in ospedale. Ovviamente i reparti non chiudono. Ma a presidiarli rimane solo personale infermieristico. E per di più a ranghi ridotti.

PARADOSSI OSPEDALIERI Questo spesso e volentieri si traduce in una saturazione del pronto soccorso e dell’Obi (Osservazione breve intensiva) – cioè la sezione dedicata al monitoraggio del paziente necessaria per valutare l’opportunità di un ricovero – dove spesso, magari nei casi meno gravi e meno chiari, i pazienti rimangono fino alle 8 del mattino, quando i reparti specialistici che non hanno guardie notturne tornano a lavorare a pieno regime.

REPARTI IN AFFANNO Ma sotto organico sono anche reparti che si occupano di interventi e servizi delicatissimi come Gastroenterologia, Radiologia, Anestesia, che – ad esempio – non ha personale sufficiente per garantire che un anestesista di notte possa occuparsi solo ed esclusivamente delle emergenze di Ostetricia. Eppure l’inchiesta “Mala sanitas”, che ha svelato la fabbrica del falso servita per coprire una serie di gravi errori medici che hanno causato anche la morte o danni irreparabili a neonati e gestanti, dovrebbe aver insegnato qualcosa. E invece no.

DECRETO SENZA COPERTURE? Certo, con il contagocce le assunzioni sono già state autorizzate. E altre 96 dovrebbero arrivare con l’ultimo decreto commissariale, il 154 del 2018. Un provvedimento sotto cui manca la firma del dirigente generale del dipartimento di tutela della salute, Bruno Zito. Significa che la Regione non approva. Perché – dice Franco Pacenza in una nota – «il merito delle scelte che si riscontrano nel decreto conferma la mancanza di qualsivoglia visione strategica e soprattutto non fa intravedere nessuna priorità». Nonostante i reparti dedicati al trattamento delle emergenze/urgenze arranchino – conferma Pacenza – «si autorizza l’assunzione di profili professionali certamente meno urgenti. Ciò si evince soprattutto nell’Asp di Reggio Calabria dove le autorizzazioni per il personale medico sia ospedaliero, sia territoriale sono una sparuta minoranza». E i numeri – dice – lo dimostrano. «Settanta amministrativi a fronte di 20 medici. Persino gli accalappiacani sono prioritari rispetto ai pronto soccorso». E i medici dei reparti fantasma di Geriatria nella graduatoria delle assurdità evocate da Pacenza come si collocano?

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it





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