Riace, Mimmo Lucano agli arresti domiciliari

Il provvedimento del gip di Locri riguarda la gestione dei finanziamenti per l’accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico e l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti. Divieto di dimora per la compagna del sindaco

RIACE Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto della raccolta rifiuti. Sono queste le accuse per cui il Tribunale di Locri, su richiesta della Procura guidata da Luigi D’Alessio, ha ritenuto necessario disporre gli arresti domiciliari per il sindaco di Riace, Mimmo Lucano. Il provvedimento gli è stato notificato questa mattina all’alba dalla Guardia di finanza. Disposto anche il divieto di dimora per la sua compagna, Tesfahun Lemlem. Al momento non si conoscono ulteriori dettagli sulle accuse mosse al sindaco dell’accoglienza. Per Lucano, i domiciliari sono scattati all’esito di un’indagine sulla gestione dei finanziamenti erogati dal Ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Reggio Calabria al Comune di Riace per l’accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico. L’inchiesta è partita a seguito di una relazione prefettizia. Un’ispezione conclusasi con esito negativo successivamente superata da una seconda, positiva, che aveva ribaltato le conclusioni della precedente.

a. c.







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