Un’altra «autonomina» in sanità: all’ospedale di Reggio il dg «è abusivo»

La Uil Fpl chiede l’intervento della magistratura: «Dopo le dimissioni di Frank Benedetto l’ex direttore amministrativo si è autoassegnato l’incarico». Critiche anche alla Regione e alla struttura commissariale: «Rimangono silenti e omissivi»

REGGIO CALABRIA Ai vertici del Grande ospedale metropolitano di Reggio vi sarebbe una situazione di «diffusa e persistente illegalità» poiché l’attuale direttore generale facente funzioni si è «autoassegnato» tale incarico in «palese violazione di leggi e regolamenti». A renderlo noto è la Uil Fpl reggina che chiede l’intervento della magistratura ordinaria e contabile e della Presidenza del Consiglio dei ministri. In una nota inviata anche alla Prefettura, alla Regione e alla struttura commissariale, il segretario territoriale del sindacato, Nicola Simone, ripercorre le tappe della vicenda partendo dalle dimissioni che l’ex dg del “Bianchi-Melacrino-Morelli”, Frank Benedetto, ha rassegnato lo scorso 17 ottobre 2018: «In una regione normalmente e correttamente gestita, e purtroppo non è il caso della Calabria, il presidente della Giunta Mario Oliverio, avrebbe dovuto» nei successivi 60 giorni «garantire una legittima e necessaria sostituzione, nominando un nuovo direttore generale o ricorrendo alla figura di un commissario straordinario ricompresi nell’apposito elenco nazionale degli aventi diritto, ma tutto ciò non è avvenuto, determinando l’assunzione di condotte amministrative e la deliberazione di atti palesemente illegittimi». Ciò non è invece avvenuto e si è arrivati quindi al 20 dicembre quando, «con delibera n. 778» Francesco Araniti, «decaduto dall’incarico di direttore amministrativo in seguito alle dimissioni del direttore generale», si sarebbe «autonominato» dg facente funzioni «non si comprende – osserva la Uil – in base a quale normativa o su autorizzazione formale di chi». Nella delibera con cui è stata formalizzata la decisione «per giustificare l’illegittima autonomina, viene citato – scrive il sindacato – il disposto dell’art. 3 comma 6 del D. Lgs. 502/1992, il quale al proposito così recita: “In caso di vacanza dell’ufficio o nei casi di assenza o di impedimento del direttore generale, le relative funzioni sono svolte dal direttore amministrativo o dal direttore sanitario su delega del direttore generale o, in mancanza di delega, dal direttore più anziano per età. Ove l’assenza o l’impedimento si protragga oltre sei mesi si procede alla sostituzione”». Questa norma però, rileva la Uil, riguarda la sostituzione di un dg ancora in carica e nel pieno possesso delle sue funzioni e non sarebbe invece applicabile in caso di dimissioni, in quanto la legge regionale 11/2004, all’art. 15, comma 5, prevede che gli incarichi di direttore sanitario e di direttore amministrativo «hanno natura esclusivamente fiduciaria e possono essere revocati anche prima della scadenza contrattuale; gli incarichi hanno comunque termine ed i relativi rapporti di lavoro sono risolti di diritto, nell’ipotesi di cessazione, per revoca, decadenza, dimissioni o qualsiasi altra causa, del direttore generale. Nessun compenso o indennizzo è corrisposto al direttore sanitario ed al direttore amministrativo in tali ipotesi».
Secondo il sindacato Araniti era quindi «decaduto dall’incarico» di direttore amministrativo quando sono diventate effettive le dimissioni dell’ex dg, cioè il 17 dicembre, e quindi «non avrebbe potuto assumere l’incarico autoassegnatosi» non avendone «alcun titolo e non essendo previsto da alcuna norma di legge», senza poi dimenticare che «Araniti – sostiene la Uil Fpl – non rientra nell’elenco nazionale dei dirigenti in possesso dei requisiti utili a poter ricoprire l’incarico di direttore generale o commissario straordinario».
Ma oltre al fatto in sé, già «particolarmente grave», per il sindacato reggino «è senza dubbio più grave che chi dovrebbe vigilare su tali illegittime condotte, e ci riferiamo al Collegio sindacale del G.o.m. di Reggio Calabria, al dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria, alla Struttura commissariale, rimangano silenti ed omissivi». «L’abusivo ed illegittimo direttore generale f.f. del G.o.m., sino alla data odierna, ha assunto, coadiuvato da direttore sanitario e direttore amministrativo altrettanto abusivi, diverse delibere, che appaiono anch’esse – conclude la Uil Fpl – assolutamente illegittime e tali attività sono state svolte abusando in maniera spregiudicata della funzione usurpata, e, ove tali atti venissero impugnati giudizialmente, oltre al danno di immagine, vi sarebbe, un altrettanto e non meno grave, danno economico per il G.o.m.».







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