A Riace l’accoglienza riparte senza i fondi del Viminale

Sabato verrà presentata la Fondazione “È stato il vento”, destinata a fare da motore ai progetti che nasceranno nel Comune della Locride

REGGIO CALABRIA Mimmo Lucano lo aveva promesso: «Riace non morirà, ma usciremo dal sistema Sprar». A qualche mese dal suo arresto, poi trasformato dal giudice in una sorta di “esilio” dal paese dell’accoglienza che per tanti anni ha governato, la promessa del sindaco sospeso sembra diventare realtà. Verrà presentata sabato alla biblioteca di Caulonia la Fondazione “È stato il vento” destinata a fare da motore ai progetti di accoglienza, di artigianato locale e turismo solidale che nasceranno a Riace al di fuori dei programmi gestiti dal ministero dell’Interno. Nata dall’impegno di Recosol, dell’Asgi (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione) nonché grazie alla presenza importante del missionario comboniano Alex Zanotelli e del medico Felicetta Parisi, e sostenuta – dicono i promotori – da «tanti amici presenti in tutta Italia, associazioni, volontari» la Fondazione è espressione della rete di sostegno che nel corso degli ultimi mesi ha preso forma attorno a Riace. Per molti trincea e simbolo di quella parte di Italia che resiste all’ondata di razzismo e intolleranza dilagante, il borgo dell’accoglienza è divenuto un punto di riferimento, nonostante il progressivo smantellamento dei progetti che lo hanno reso tale. Per questo – fa sapere il comitato promotore – «va sostenuto e difeso facendo ripartire i programmi di accoglienza, le attività di artigianato e il turismo solidale». A questo servirà la “Fondazione nazionale di partecipazione” che verrà presentata sabato dal comitato promotore che si occuperà di curare tutti i necessari aspetti tecnici. “È stato il vento” dovrà essere il braccio operativo necessario per sostenere l’avvio dei nuovi progetti per il rilancio di Riace. Un programma che potrebbe beneficiare anche della legge regionale a sostegno dei progetti di accoglienza, di recente finanziata con oltre un milione di euro dalla giunta Oliverio. Denaro che potrebbe essere necessario ossigeno per il borgo dell’accoglienza, insieme a quello negli ultimi mesi raccolto da Recosol ed altre associazioni, organizzazioni e comitati. Attorno a Riace si è creata infatti una rete internazionale e variegata, determinata a non fare morire il borgo e il suo messaggio di accoglienza e integrazione. Un obiettivo che il comitato e la rete in cui è maturato sembra aver intenzione di raggiungere non solo con dichiarazioni o attestazioni di solidarietà, ma con progetti e programmi concreti.

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it







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