Bartuccio: «Non si combattono i clan con arco e frecce»

L’ex sindaco di Rizziconi, che vive sotto scorta, racconta la sua reazione all’omicidio di Marcello Bruzzese: «È una sfida allo Stato, la ‘ndrangheta non dimentica»

CATANZARO «La ‘ndrangheta ha fatto vedere a tutti che e’ forte, potente, florida. Il messaggio è quello: “Non dimentico, faccio quello che voglio dove e quando voglio, io ho il potere di farlo”. Sicuramente è una sfida allo Stato». Antonino Bartuccio, ex sindaco di Rizziconi, comune in provincia di Reggio Calabria, vive da quattro anni sotto scorta dopo avere denunciato le pressioni della ‘ndrangheta nella gestione degli appalti pubblici. In una intervista al Tgr Calabria, Bartuccio ha raccontato la sua reazione dopo l’omicidio di Marcello Bruzzese, il fratello del collaboratore di giustizia ucciso a Pesaro: «Ho avuto una reazione emotiva di angoscia e anche di paura», ha detto. Rispetto al sistema di protezione e alla sicurezza sua e della sua famiglia, considerato anche che l’Esercito presidia la sua abitazione, l’ex sindaco ha aggiunto di avere fiducia, ma ha evidenziato: «Lo Stato dovrebbe avere più attenzione per la periferia e dare più risorse. Noi spesso ci troviamo con auto che si guastano e che vengono sostituite con altre che non sono idonee per quel compito. È come se si volesse combattere con arco e freccia contro chi ha un carrarmato».







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