Musella a processo per le “spese pazze” dell’Antimafia

Disposto il rinvio a giudizio per la presidente dell’associazione Riferimenti. Il caso giudiziario è nato dopo un’inchiesta giornalistica del Corriere della Calabria

REGGIO CALABRIA Fondi distratti per scopi diversi da quelli per cui erano stati stanziati, spese pazze, finanziamenti pubblici usati per fini personali. Sono accuse pesanti quelle di cui dovrà rispondere Adriana Musella, presidente dell’associazione antimafia Riferimenti, Gerbera Gialla, e un tempo nome noto nel mondo dell’antimafia. Rinviata a giudizio per tutti gli episodi di appropriazione indebita e malversazione di fondi che il procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni e il pm Sara Amerio le hanno contestato, Musella dovrà presentarsi di fronte ai giudici il prossimo 11 aprile, insieme alla sua storica collaboratrice e braccio destro, Maria Rosaria Russo, la dirigente scolastica del Piria di Rosarno. Russo è accusata di abuso d’ufficio aggravato perché da reggente del liceo scientifico di Roccella Jonica ha acquistato 100 copie del libro “Vittime di mafia, nome comune di persona” e 520 di “Quaderni di mafia”, entrambi editi dall’associazione Riferimenti di cui era coordinatrice nazionale del settore Scuola.

UDIENZA FINO A TARDA ORA La decisione del gip è arrivata al termine di un’udienza fiume, durata fino a tarda sera, durante la quale non sono mancati i momenti di tensione. Se Musella ha deciso infatti di rinunciare ed era rappresentata in aula solo dal suo legale, l’avvocato Francesco Albanese, Russo ha invece deciso non solo di presenziare, ma ha anche chiesto ed ottenuto la parola, rivolgendo parole dure – dice chi ha assistito all’udienza – ai giornalisti ma anche al contesto in cui si è svolta l’inchiesta. Parole che non hanno per nulla influenzato il gip Sergi, secondo cui l’inchiesta è solida e le prove a carico sufficienti per disporre tanto per lei come per Musella il processo.

L’INCHIESTA Secondo quanto emerso dalle indagini, che hanno preso il via dopo un’inchiesta giornalistica del Corriere della Calabria, dal 2002 ad oggi la Gerbera gialla avrebbe ricevuto fondi da diversi enti pubblici per finanziare le proprie attività, ma non tutti sono stati destinati alla «costruzione della cultura antimafia» promessa dall’associazione. Tra il 2012 e il 2016, Musella «adducendo rapporti compensativi» si appropriava di 33.188,17 euro. Altri fondi, in teoria destinati a «manifestazioni, premi, spettacoli, iniziative e progetti mirati a promuovere la cultura della legalità» sarebbero stati destinati a ben altri fini. Viaggi personali, cene e pranzi al ristorante, soggiorni in hotel, libri di ricette e manuali per la dieta Dukan, elettrodomestici, strumenti musicali, oggetti d’arredo, non meglio precisati prodotti arte orafa. Tutto quanto è finito in conto all’associazione.

VIAGGI A SPESE DELL’ANTIMAFIA In più, sempre a spese di Riferimenti Musella e il suo ex compagno Salvatore Ulisse Di Palma (non indagato) – medico di mestiere ma chiamato a firmare un libro sulla storia del padre della presidente – hanno soggiornato in alberghi a Orvieto, Assisi, Verona, Firenze e Salerno, sembra abbiano passato un Capodanno sulla neve, e hanno dormito in hotel a Roma, esattamente – si legge nelle carte – il giorno prima della partenza da Fiumicino per tre viaggi di piacere alle Maldive, in Messico e in Marocco e Andalusia.

ASSOCIAZIONE DI FAMIGLIA Ma secondo quanto emerso dalle indagini, sempre grazie ai fondi di Riferimenti, anche altri parenti avrebbero beneficiato di viaggi e soggiorni. A spese dell’associazione sono andati in Folgaria – sede della “Settimana bianca dell’antimafia” – non solo l’ex compagno e la nipote di Musella, entrambi chiamati a fare da relatori, ma anche il figlio della parente. Ad Assisi invece, dove il figlio maggiore della presidente di Riferimenti è stato ospite per un lungo periodo, a spese di Riferimenti sono più volte andati non solo Musella, ma anche il compagno, il figlio minore della donna e la fidanzata del maggiore. In più, aveva sottolineato il gip nel provvedimento, entrambi i figli della Musella avrebbero avuto non meglio precisati incarichi di collaborazione con Riferimenti , tanto di risultare in «condizione di dipendenza finanziaria» dalla madre, che per il maggiore dei due ha provveduto anche a molti acquisti (inclusi 47 pacchetti di sigarette). Sempre – dicono le indagini – a spese dell’antimafia.







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