Biondo guarda già alle Regionali: «Ai candidati proponiamo un contratto sociale»

Il segretario della Uil analizza l’attuale fase all’indomani del Cdm in Calabria e alla vigilia dell’ultimo scorcio di legislatura: «Fase attuale già superata, noi disponibili al confronto»

CATANZARO «Auspichiamo che chi si candiderà a governare la Regione nei prossimi anni voglia confrontarsi con le forze sociali e produttive per sottoscrivere un contratto sociale sulle priorità della Calabria». Lo afferma il segretario generale della Uil Calabria, Santo Biondo, che analizza l’attuale fase nella regione, all’indomani della seduta del Consiglio dei ministri a Reggio Calabria e alla vigilia della ripresa dell’attività della politica calabrese impegnata per gli ultimi mesi di una legislatura che tuttavia – sostiene Biondo – «per noi è una fase già superata».

LA SEDUTA “REGGINA” DEL GOVERNO NAZIONALE In un colloquio con l’Agi, Biondo parte da una valutazione della tappa reggina del Consiglio dei ministri, valutazione che è “in chiaroscuro”. «Un Consiglio dei ministri in Calabria – afferma il segretario della Uil calabrese- è un fatto importante, al di là della simbologia, perché il governo accorcia le distanze tra centro e periferia. Sulla sanità si deve specificare in primo luogo che le attuali gravi condizioni del settore sono da imputare in gran parte alla classe politica regionale, di centrodestra, di centrosinistra, compreso l’attuale governo regionale. Quindi, va riconosciuto che il governo nazionale, nell’avocare tutte le competenze, ha avuto il coraggio di assumersi in toto la responsabilità sulla vicenda, evitando lo scaricabarile che in questi dieci anni si è registrato tra il livello nazionale e quello regionale: non dobbiamo infatti dimenticare – rileva Biondo – che gli ultimi governi nazionali avevano lo stesso colore politico del governo regionale in carica, e risultati non se ne sono visti. Il provvedimento del governo nazionale va verificato e valutato, poi, non nell’immediato, ma nel medio e lungo periodo, fermo restando che il commissariamento, per com’articolata la legge, ha bisogno di alcune modifiche, perché il governo fa bene ad avocare a sé il potere di nomina dei direttori generali delle aziende e a centralizzare gli acquisti, ma – spiega Biondo – deve assolutamente derogare al blocco del turn over, perché c’è un enorme problema di carenza di personale, e deve favorire investimenti nella sanità, dando risposte sulle liste d’attesa e sulla mobilità passiva». Biondo poi osserva: «Certo, ci saremmo aspettati dal governo qualcosa in più sul resto. Questo governo si richiama a un contratto tra Lega e Movimento 5 Stelle: e a nostro avviso adesso questo contratto di governo dev’essere rivisto e ripensato nel modo di affrontare i problemi del Mezzogiorno, nel senso che è necessario che il governo metta in campo un intervento straordinario per il Mezzogiorno e la Calabria, favorendo investimenti pubblici e privati e valorizzando la proiezione naturale del Mezzogiorno nel Mediterraneo. In quest’ultimo senso va inserito il tema del porto di Gioia Tauro, che ha bisogno di investimenti, a partire dalla Zes. E inoltre – sostiene il segretario della Uil calabrese – chiediamo che il governo dia attuazione alla clausola del 34% di spesa pubblica nei confronti del Mezzogiorno, dicendo quante risorse spettano poi alla Calabria, perché le risorse comunitarie devono essere complementari e non sostitutive di quelle nazionali. Quindi, occorre ripensare il contratto di governo anche perché il reddito di cittadinanza, pur rispondendo a una buona intenzione, quella del contrasto alla povertà, non sta riscuotendo la risposta attesa, e prevedere un piano straordinario per il Mezzogiorno. Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato il 22 giugno a Reggio Calabria la manifestazione nazionale unitaria proprio per rilanciare al governo la sollecitazione all’impegno di mettere in campo un intervento di grande portata per il Mezzogiorno e la Calabria, dalla stabilizzazione degli Lsu-Lpu alla soluzione delle vertenze relative al porto di Gioia Tauro, dal rilancio della Zes alla cantierizzazione delle infrastrutture più importanti, perché la lotta alla ‘ndrangheta è possibile solo attraverso lo sviluppo, gli investimenti e la creazione di lavoro».

LA PROPOSTA AI CANDIDATI DELLE PROSSIME REGIONALI Inevitabile una riflessione sul contesto regionale, e inevitabile una riflessione molto critica. «Allo stato dei fatti – dice Biondo – il nostro giudizio nei confronti della giunta regionale resta negativo, n vediamo nessun obiettivo raggiunto. Al presidente della Regione chiediamo di darsi una mossa, chiediamo – aggiunge il segretario della Uil calabrese – che il governo regionale individui due-tre questioni come priorità, e cioè il lavoro, con un percorso serio per la stabilizzazione di Lsu-Lpu e di riprogrammazione degli strumenti per l’occupazione, soprattutto giovanile, e poi il rinnovo del contratto della forestazione e un check up del “Patto per la Calabria”, i cui effetti non si vedono. Per il resto, purtroppo bisogna essere realisti e dire che non crediamo che si possano realizzare altri risultati visto il poco tempo rimasto prima della fine di questa legislatura. Comunque, per quanto ci riguarda noi siamo proiettati già alle prossime Regionali». Biondo al riguardo dice di «augurarsi che chi si candiderà a governare la Regione nei prossimi anni voglia parlare di programmi e voglia confrontarsi con le forze sociali e produttive e con il sindacato per verificare la possibilità di sottoscrivere un contratto sociale sulle priorità per lo sviluppo e il rilancio della Calabria. Ci confronteremo con tutti i candidati perché abbiamo idee e proposte da mettere al servizio dello sviluppo della Calabria. Noi – rileva il segretario della Uil – riteniamo ormai superata questa esperienza e questa legislatura regionale, per questo quanto prima deve aprirsi il confronto maturo con chi si candida a governare la Calabria, un confronto che deve avvenire sulla base di programmi, di liste pulite, di ragionamenti concreti e mirati e non sui soliti libri dei sogni. Noi, ripeto, siamo già disponibili al confronto, non conflittuali e non ideologici, e siamo convinti – conclude Biondo – che si possa convergere su alcune priorità per sottoscrivere un contratto sociale per lo sviluppo e l’occupazione in Calabria». (acant)







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