Lucano: «Quella del ministero era una chiara forzatura»

Soddisfazione del sindaco “sospeso” di Riace per la decisione del Tar di Reggio di annullare il provvedimento del ministero dell’Interno sullo Sprar nel borgo: «Era tutto prestabilito per azzerare il nostro modello»

RIACE «Sono contento, ero fiducioso perché ho capito che stavano facendo una forzatura, anche dal punto di vista amministrativo. Era tutto prestabilito perché bisognava raggiungere l’obiettivo di azzerare Riace e allora è stato come un tiro incrociato da diversi punti di vista. È una notizia positiva ma comunque hanno distrutto Riace». Così Domenico “Mimmo” Lucano, sindaco di Riace, ha commentato all’Ansa la decisione del Tar della Calabria che ha annullato l’esclusione del paese dal progetto Sprar.
«Adesso – ha aggiunto Lucano – Riace rientrerà nello Sprar ma col decreto sicurezza 1 e adesso anche il 2 sono tutti gli Sprar ad essere a rischio. Da noi, intanto, sono stati tutti trasferiti, ed il Tar dimostra che non era giusto. Adesso ci vuole un tempo lunghissimo per ripartire».
«Adesso il Tar dice che abbiamo ragione – ha detto Lucano – ma intanto lo Sprar di Riace è stato azzerato. L’intenzione del Governo era azzerare gli Sprar in Italia ed in particolare Riace. Era la punta più avanzata in applicazione non semplicemente di un provvedimento burocratico ma per la realtà sociale. Riace non era uno Sprar, era un progetto di comunità, era tutta una comunità dove c’erano attività, integrazione. C’è stato un valore sociale e culturale, l’asilo nido, l’ambulatorio medico, gli immigrati erano protagonisti sul territorio con la raccolta differenziata, il turismo solidale, le attività culturali. Il mondo aveva visto. Non è un caso che tutti hanno capito che c’è qualcosa. Le stesse relazioni della Prefettura, una volta bene una volta male, molto contraddittorie tra loro. Anche la Cassazione dice in un modo, il tribunale in un altro ed il gip un altro ancora».
«L’obiettivo – ha concluso Lucano – era azzerare Riace. In un periodo in cui l’equazione immigrazione uguale dramma sociale, Riace aveva dimostrato concretamente il contrario».







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