Il comandante del Ros: «La ‘ndrangheta al Nord si è fatta banca»

Angelosanto intervistato dal Sole 24 Ore: «Le cosche ormai usano la violenza solo se serve, hanno altri metodi. E l’erogazione del credito permette loro di occupare vaste quote di mercato»

ROMA «L’infiltrazione della criminalità organizzata al Nord è sempre pià alta. Così come è sempre più intensa la nostra azione di contrasto»: l’offensiva mafiosa «ormai non è più violenta. Lo diventa solo se costretta quando altri metodi non sono efficaci», dice Pasquale Angelosanto, comandante del Ros, intervistato dal Sole 24 Ore, in occasione del 205/mo annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Spiega che «nel quadriennio 2015-2018 sono stati 1.645 i mafiosi arrestati. Il valore dei patrimoni illeciti recuperati con sequestri e confische ammonta a un miliardo e 441 milioni di euro». La ‘ndrangheta oggi è «la più strutturata, diffusa, ricca e potente delle mafie. È riuscita a colonizzare vaste aree del Centro Nord del nostro Paese» e «le modalita’ di conquista sono cambiate: più sfuggenti, raffinate, efficaci» e «bisogna leggere i fenomeni criminali in modo complessivo come ci ha insegnato il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa». «Vanno osservate, tra l’altro, le modalità di interazione delle cosche con le imprese da conquistare. Sono sempre più audaci ed efficaci», perché «i mafiosi hanno a disposizione una quantità enorme di capitali liquidi. Per loro l’erogazione del credito è uno strumento decisivo per l’occupazione illecita di quote di mercato» e «sono soprattutto loro a offrirsi risolutori di sofferenze e situazioni di crisi. È come se fossero una banca dove l’accesso al credito segue, però, ben altre regole», conclude.







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto