Alessio torna nella trincea (antimafia) di Gioia Tauro

Il neosindaco si riprende la guida del Comune dopo esser stato in passato protagonista di numerose lotte contro la ‘ndrangheta: «Vogliamo iniziare una nuova primavera per questo territorio»

di Antonio Cantisani
GIOIA TAURO Un ritorno al passato che è però anche un ritorno al futuro. La vittoria di Aldo Alessio al ballottaggio di Gioia Tauro ha un sapore e un significato speciale, perché il nuovo sindaco gioiese, eletto a furor di popolo, in pratica inizierà da dove ha lasciato a cavallo tra gli anni ’90 e 2000. Aldo Alessio sindaco di “frontiera” e di “barriera” contro la ‘ndrangheta tanti anni fa, in un territorio dalle mille problematiche che affrontò a muso duro e schiena dritta insieme a un’altra “leggenda” di sinistra come Peppino Lavorato, all’epoca nella “trincea” di Rosarno. Alessio sindaco di “frontiera” e di “barriera” anche oggi, visto che Gioia Tauro riemerge democraticamente con queste elezioni dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del 2017.

LA “VOLATA” DI ALESSIO Ieri come oggi come domani, il neoeletto sindaco, 67 anni e una storia esemplare di sinistra, quella forgiata dal Pci nel segno del rigore e dell’impegno quotidiano, riprende la guida del Comune di Gioia Tauro al fondo di una campagna elettorale durissima, costellata anche dal danneggiamento del suo punto di incontro: alla fine il primo cittadino, che aveva il sostegno di due liste, ha confermato il risultato del primo turno prevalendo ampiamente sul suo competitor, Raffaele D’Agostino, candidato del centrodestra. «Vogliamo iniziare una nuova primavera per Gioia Tauro», dice subito Alessio, già al lavoro sui tanti e delicatissimi dossier che riguardano uno dei centri più strategici della Calabria, non solo perché ospita un porto internazionale dalle incredibili potenzialità in gran parte però inespresse ma anche perché presenta tante e serie problematiche, come quelle ambientali.

LA “MARATONA” ELETTORALE In primo luogo il neo sindaco gioiese ripercorre queste ultime intense settimane: «Ci siamo candidati avendo la piena consapevolezza della difficile condizione che vive Gioia Tauro e abbiamo vinto perché i cittadini hanno compreso il nostro programma e la composizione giovanile della squadra con cui intendiamo governare la città. Abbiamo dimostrato – sostiene Alessio – che è possibile avere un voto libero anche in una città difficile come Gioia Tauro, un voto costruito con la partecipazione dal basso e fuori da clientele e da schemi di corrente politica. La campagna elettorale è stata faticosa perché non abbiamo gareggiato ad armi pari: dalla nostra parte c’era la richiesta di un voto libero, senza ricatti e senza pressione sugli elettori, il contrario invece di quanto fatto dai nostri avversari. Inoltre, ci siamo differenziati nel metodo perché i nostri avversari nei comizi attaccavano solo noi, noi invece ci siamo rivolti solo ed esclusivamente ai cittadini valorizzandone la partecipazione democratica. E il successo elettorale – dichiara il sindaco – dimostra e conferma che anche nel profondo Sud, in una città complessa come Gioia Tauro, è possibile seguire questa strada della partecipazione dei cittadini dal basso».

LE PRIORITÀ DA AFFRONTARE Lo sguardo è già al futuro, e alle priorità, a partire dal risanamento delle casse del Comune di Gioia Tauro che – spiega Alessio – «ha un dissesto di oltre 45 milioni». Ancora il neo sindaco: «Ai cittadini non abbiamo nascosto nulla, abbiamo già chiaramente come intendiamo affrontare questa situazione, partendo dall’aggiornamento dei ruoli tributari e dal principio del “pagare tutti pagare meno”, ovviamente – evidenzia Alessio – come ente pubblico ci faremo carico delle famiglie più povere, mentre i benestanti saranno i primi a dover pagare i tributi». Porte sbarrate alla ‘ndrangheta: «Saremo inflessibili, alzeremo tutti i livelli di guardia – afferma Alessio – per evitare la penetrazione del malaffare e della corruzione nel Comune, che dovrà diventare una casa di vetro aperta ai i cittadini per bene, che potranno venire per rivendicare i loro diritti. Se qualche delinquente si farà vedere avremo la forza e la determinazione di farlo andare via».

IL “FRONTE” DEL PORTO Inevitabile un’attenzione particolare al porto di Gioia Tauro: «Lavoreremo per rilanciarlo mettendo al bando le chiacchiere e i vuoti proclami sentiti finora dalle istituzioni e dai politici nazionali e regionali. La valorizzazione del porto – osserva Alessio – passa in primo luogo dall’infrastrutturazione del territorio, con un collegamento viario e ferroviario moderno e sicuro davvero degno di questo nome. La politica nazionale e regionale ora devono davvero fare la loro parte. Inoltre, c’è il tema del rilancio dell’area industriale: schemi del passato non sono riproponibili, chiederemo con forza che quel territorio al confine del Comune di Gioia Tauro dev’essere gestito dal Consiglio comunale gioiese».

L’EMERGENZA AMBIENTALE Altro obiettivo che il sindaco si pone «sarà la cura dei risanamento ambientale, a partire dai fiumi Petrace e Budello e dalle acque del mare e dal risanamento dall’area dell’insediamento del termovalorizzatore e del depuratore della “Iam”, che sono malfunzionanti e malgestiti da anni: sotto quest’ultimo aspetto, sottolineo che noi non abbiamo lacci o lacciuoli, siamo in condizione di confrontarci alla pari per imporre una corretta e sana gestione di questi impianti, e se non lo fanno solleciteremo la Regione a cambiare gestori. Questo dell’ambiente – rimarca Alessio – è un tema fondamentale perché la qualità dell’ambiente ci consente di valorizzare le nostre risorse».

IL VIATICO PER IL FUTURO Infine Alessio indica l’orizzonte di Gioia Tauro: «Inizia una nuova primavera, lo hanno dimostrato i nostri cittadini con un consenso libero e a valanga. Questa è la giusta premessa di una nuova programmazione, abbiamo le idee chiare, un progetto e una visione del futuro di Gioia Tauro. Certo, ci sono mille problemi, ma – conclude il neo sindaco – terremo i piedi per terra e creeremo le condizioni per rilanciare Gioia Tauro con un nuovo modo di amministrare, fondato sul rispetto delle regole e della cura della partecipazione democratica dei cittadini». (redazione@corrierecal.it)





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