Il «network» della coca tra San Luca e la Piana

Gli inquirenti commentano gli esiti dell’operazione “Edera”. Bombardieri: «I clan storici programmavano ogni segmento del traffico di droga da Ecuador e Colombia fino all’Europa». Lombardo: «l’inchiesta connota il carattere di univocità della ‘ndrangheta»

REGGIO CALABRIA «Questa operazione sottolinea, ancora una volta, la capacità della ‘ndrangheta di essere duttile e flessibile su ogni scenario criminale transnazionale, ed in particolare nelle dinamiche del narcotraffico internazionale». Lo ha detto il procuratore di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri nel corso della conferenza stampa sull’operazione dei carabinieri del Ros contro il narcotraffico internazionale (qui i dettagli). Gli indagati sono, complessivamente, 58. L’operazione, denominata “Edera”, è stata coordinata dal procuratore aggiunto, Giuseppe Lombardo. «Tra gli arrestati – ha aggiunto Bombardieri – si riscontra la presenza di cognomi storici della ‘ndrangheta ionica reggina, come i Pelle “Gambazza” di San Luca ed i Trimboli ed i Barbaro “Castani” di Platì, in grado di organizzare un vero e proprio network e cointeressenze criminali con altre “famiglie” di ‘ndrangheta della Piana di Gioia Tauro e di Reggio Calabria allo scopo di programmare ogni segmento del traffico per l’importazione della cocaina da Ecuador e Colombia, fino ai porti di Anversa, Gioia Tauro e Rotterdam. Il successo di questa operazione va attribuito al merito ed al duro lavoro messo in campo dai carabinieri del Ros, che hanno ricostruito le responsabilità di ognuno degli indagati». Secondo il comandante del Ros, generale Pasquale Angelosanto, «la ‘ndrangheta si conferma struttura criminale transnazionale in grado di movimentare ingenti capitali per l’acquisto all’ingrosso di cocaina, soprattutto in Centroamerica. L’operazione è stata possibile anche grazie all’efficace cooperazione delle forze di polizia giudiziaria dei vari Paesi in cui erano operativi gli emissari della ndrangheta». Secondo il procuratore aggiunto Lombardo, «l’inchiesta connota il carattere di univocità della ‘ndrangheta rispetto alla frammentazione di altre forme di criminalità organizzata, capace di tenere insieme varie cosche in un percorso unitario, programmando ogni particolare delle attività criminali, dall’acquisto, al trasporto via mare, all’esfiltrazione dai porti di arrivo ed allo smistamento dello stupefacente in tutta Europa su gomma, un’attività che richiede un impegno di non poco conto. Bovalino, Buccinasco, Ventimiglia, Brescia, Padova, Ecuador, Belgio, Olanda, Germania sono le aree dove é ormai accertata la presenza di “inviati” della ndrangheta, ognuno con un compito da eseguire rigidamente. Le indagini hanno inoltre posto in evidenza lo scambio continuo da parte degli arrestati di strumenti di comunicazione particolarmente sofisticati. Un problema che richiede una sempre più forte integrazione delle varie forze di polizia e nuovi strumenti giuridici a livello internazionale». Alla conferenza stampa hanno partecipato il comandante provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria, colonnello Giuseppe Battaglia, e il Capo reparto operazioni del Ros, colonnello Massimiliano Dangelantonio.







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