Riace, spunta l’ipotesi ineleggibilità per il successore di Lucano

Il neo sindaco Antonio Trifoli è un dipendente comunale a tempo determinato e per la legge non poteva essere eletto. Gli è stata concessa l’aspettativa, che però spetterebbe solo ai lavoratori a tempo indeterminato

di Alessia Candito
RIACE Sarebbe ineleggibile Antonio Trifoli, successore di Mimmo Lucano uscito vincitore dalle elezioni comunali dello scorso 26 maggio a Riace. Ex lsu-lpu, poi assorbito dal Comune della Locride con contratto a tempo determinato come ispettore per la sicurezza, il sindaco che piace alla Lega di Matteo Salvini non avrebbe potuto essere eletto ai sensi di quanto prevede il Testo unico sugli enti locali per i dipendenti comunali. Stando alla legge, infatti, i dipendenti di un ente locale non possono candidarsi nel Comune per cui lavorano, a meno che non vadano in aspettativa non retribuita. Tale facoltà però sarebbe riservata solo ai lavoratori a tempo indeterminato. Eppure Trifoli ha chiesto e ottenuto di entrare in aspettativa lo scorso 26 aprile, cioè il giorno prima della presentazione della sua lista, quando a governare Riace erano il vicesindaco Giuseppe Gervasi e l’assessore Maria Spanò, che sulla questione si sono conformati ai pareri tecnici dei responsabili dell’area amministrativa, Domenico Pazzano, e dell’area Vigilanza, Cosimo Capone. Una circostanza che si è si è poi ripetuta il 30 maggio, quando Trifoli ha di fatto chiesto a se stesso di prolungare l’aspettativa non retribuita che gli era stata concessa dalla Giunta comunale della precedente amministrazione «fino a fine mandato». Un pasticcio di cui neanche la prefettura di Reggio Calabria, che a Riace ha sempre fatto le pulci, sembra finora essersi accorta. (a.candito@corrierecal.it)







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