Presta 4mila euro a un disoccupato, poi lo perseguita: 65enne in manette

Un arresto per estorsione e usura aggravata a San Ferdinando. La vittima costretta a firmare assegni in bianco e a consegnare le chiavi di una sala giochi che gestiva

SAN FERDINANDO A San Ferdinando, su disposizione della Procura della Repubblica di Palmi, i carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale in carcere, emessa dal Tribunale di Palmi – Sezione Gip/Gup, nei confronti di Vincenzo Nasso, di 65 anni, ritenuto responsabile del reato di estorsione ed usura aggravata e continuata.
Il provvedimento trae origine da un’ attività d’indagine, condotta dalla Sezione operativa del Norm di Gioia Tauro e dalla Stazione carabinieri, sotto la direzione procuratore Ottavio Sferlazza e del pm Daniele Scarpino della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, e avviata a seguito della denuncia presentata da una cittadino di San Ferdinando, nel mese di maggio 2019, il quale, stanco delle continue richieste di denaro da parte di Nasso, ha deciso di rivolgersi ai carabinieri e all’Autorità giudiziaria per interrompere le angherie del suo aguzzino.
L’indagato – secondo le indagini –, approfittando dello stato di bisogno in cui versava la vittima, da tempo disoccupata, come corrispettivo di un prestito di 4.000 euro avvenuto nel mese di febbraio 2019 in favore della vittima, si è fatto dapprima promettere e successivamente corrispondere interessi usurari pari al 25% della somma concessa (su base mensile) assieme alla consegna di assegni in bianco.
In seguito il 65enne, per ottenere la restituzione del prestito con i relativi interessi usurari, con continue e crescenti minacce, ha chiesto alla vittima dapprima la documentazione attestante la proprietà di un immobile appartenente alla sua famiglia e poi la cessione delle chiavi di una sala giochi gestita dalla vittima. Questa circostanza, però, è stata monitorata in diretta, con riprese audio e video, dai militari dell’Arma, consentendo di cristallizzare a carico dell’indagato un grave quadro indiziario.
Nasso, al termine degli adempimenti di rito, è stato rinchiuso nel carcere di Reggio Calabria e messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria.







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