Il new deal dei clan: dal “Siderno Group” al Crimine in Canada

L’operazione “Canadian ‘ndrangheta connection” della Dda di Reggio rivela le nuove linee di comando delle cosche: 14 fermi contro la ‘ndrina Muià. L’organismo legato ai Commisso poteva riunirsi Oltreoceano e decidere anche di quanto dovesse avvenire in Calabria. Arresti e sequestri milionari in Ontario – NOMI E VIDEO

di Alessia Candito
REGGIO CALABRIA Una piccola rivoluzione nella ricostruzione di organigrammi e linee di comando della ‘ndrangheta. La conferma che la pressione investigativa degli ultimi anni ha messo in difficoltà i clan, costretti a spostare anche Oltreoceano le camere di controllo e compensazione per metterle al riparo da indagini e arresti.
C’è tutto questo nell’inchiesta internazionale “Canadian ‘ndrangheta connection”, diretta dal procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo, insieme ai pm Simona Ferraiuolo e Giovanni Calamita, con il coordinamento del procuratore capo della Dda Giovanni Bombardieri, che questa mattina ha portato all’esecuzione di un provvedimento di fermo per 14 persone (qui la notizia).
L’OPERAZIONE “PROJECT SINDACATO” IN CANADA Contemporaneamente a Vaughan, città dell’Ontario, nella grande area metropolitana di Toronto, la polizia regionale di York ha proceduto con arresti e sequestri. È una delle zone “preferite” dagli immigrati italiani, già teatro in passato non solo di arresti importanti, ma anche di delitti efferati e omicidi pesanti. È in Ontario, a Woodbridge per la precisione, che nel 2014 viene ucciso il boss Carmine Verduci, considerato l’elemento di collegamento tra le ‘ndrine canadesi e quelle della Locride ed in particolare con Giuseppe Commisso, detto “U Mastru”. A Vaughan, Toronto, è stato arrestato il noto boss Carmelo Bruzzese, che di Verduci era considerato il braccio destro. Secondo le scarse informazioni filtrate sulla stampa canadese, l’operazione – lì denominata “Project Sindacato” avrebbe portato al sequestro di milioni di dollari e all’arresto di esponenti di spicco della ‘ndrangheta canadese. Alle 10 ora locale, in contemporanea con l’Italia, è stata fissata una conferenza stampa per illustrare i dettagli dell’operazione.
GLI ARRESTI E LE ACCUSE In Calabria, questa mattina all’alba, gli uomini della Squadra mobile di Reggio Calabria, dello Sco e del Reparto Prevenzione Crimine hanno stretto le manette ai polsi a capi e gregari dei Muià, ‘ndrina storicamente orbitante nella galassia dei Commisso, potentissimo clan di Siderno. Sono tutti accusati a vario titolo di associazione mafiosa transnazionale ed armata, porto e detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, esercizio abusivo del credito, usura e favoreggiamento personale, con l’aggravante del metodo mafioso. Ma soprattutto sono la “testimonianza vivente” di una rivoluzione nella storia della ‘ndrangheta.
IL CRIMINE DI SIDERNO DI STANZA IN CANADA Seguendo le tracce di capi e gregari fermati oggi, inquirenti e investigatori per la prima volta sono riusciti a documentare un’articolazione della cosca Muià operante in Canada, riferibile alla locale di Siderno, e governata da un organismo, denominato il “Crimine di Siderno”, con piedi Oltreoceano e legittimità in Calabria.
Direttamente riferibile alla Società di Siderno e tramite questa in stretto collegamento con le strutture di vertice che comandano e governano le linee strategiche d’azione della ‘ndrangheta tutta, il Crimine di Siderno poteva riunirsi in Canada e decidere anche di quanto dovesse avvenire in Calabria.
Un meccanismo che ribalta il modello di funzionamento delle strutture all’estero che in passato sono state individuate, come la camera di controllo canadese, un organismo di coordinamento delle attività della ‘ndrangheta Oltreoceano, o il Siderno Group of Crime.
LE PROIEZIONI INTERNAZIONALI DEI CLAN Si tratta – filtra da ambienti investigativi – di un passo avanti decisivo che permette di muovere da nuovi presupposti il contrasto ai clan calabresi, da sempre stabilmente ramificati a livello internazionale e anche per questo potentissimi.
Probabilmente un passo verso la ricostruzione di quella struttura internazionale cui ha accennato il pentito Leonardo Messina, che in passato, parlando della “Cosa nostra” come struttura unica di tutti i vertici strategici delle mafie tradizionali, si è fatto scappare: «è una cosa mondiale». E chissà che qualche dettaglio ulteriore non emerga dalle perquisizioni attualmente in corso in Calabria, Emilia Romagna e Liguria.
BOMBARDIERI: ‘NDRANGHETA IN TUTTI I CONTINENTI «L’operazione “Canadian ‘ndrangheta connection” evidenzia, ancora una volta, l’internazionalizzazione della ‘ndrangheta calabrese e la sua presenza organizzata in tutti i continenti». Così il procuratore capo della Dda di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri commenta l’operazione che ha portato al fermo di 14 persone.
«Nel caso specifico – ha aggiunto – le indagini della polizia di Stato confermano la presenza ultradecennale delle cosche di Siderno in Canada».
I NOMI I fermati nel Reggino sono: Francesco Filippone, Giuseppe Gregoraci, Michelangelo Archinà, Domenico Cerisano, Cosimo Futia, Giuseppe Macrì, Armando Muià, Giuseppe Muià, Vincenzo Muià (cl. ’72), Vincenzo Muià (cl. ’68), Vincenzo Muià (nato il 4 ottobre 1969), Vincenzo Muià (nato il 6 novembre 1969). (a.candito@corrierecal.it)







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