La tempesta giudiziaria che imbarazza Pd e FdI. Ecco le accuse a Romeo e Nicolò

L’operazione “Libro nero” travolge la politica regionale. Secondo la Dda di Reggio il consigliere di centrodestra sarebbe un politico costruito a tavolino dal clan Libri. Il capogruppo vicino a Oliverio, invece, avrebbe corrotto un maresciallo della Guardia di finanza per avere informazioni coperte da segreto in cambio di un posto di lavoro per un conoscente – VIDEO

di Alessia Candito
REGGIO CALABRIA Un terremoto per la politica regionale, che non lascia indenne né destra né sinistra. Alle dipendenze o in rapporti con i Libri, potente casato mafioso di Reggio Calabria, c’erano politici di tutti gli schieramenti. Amministratori ancora attivi, ex assessori e consiglieri regionali, uomini forti dei rispettivi partiti. L’inchiesta dei pm Walter Ignazzitto e Stefano Musolino, coordinata dal procuratore capo Giovanni Bombardieri, rivela una pagina oscura della storia politica calabrese. Fra le 17 persone arrestate oggi dalla Squadra mobile di Reggio Calabria (qui tutti i nomi) ci sono due consiglieri regionali, Alessandro Nicolò e Sebi Romeo, un ex assessore comunale, Demetrio Berna, mentre pesanti accuse vengono mosse all’ex consigliere regionale e uomo forte dell’area renziana del Pd, Demetrio Naccari Carlizzi.
POLITICI IN MANETTE E SOTTO INDAGINE In carcere con l’accusa di essere in tutto e per tutto un associato, funzionale ad esigenze e desiderata dei clan è finito Alessandro Nicolò, ex capogruppo di Forza Italia oggi passato a Fratelli d’Italia, fra i possibili candidati sindaco che il centrodestra stava vagliando per le Comunali di Reggio Calabria. Ai domiciliari è invece finito il suo collega del Pd, Sebi Romeo, vicinissimo al governatore Mario Oliverio. Secondo le accuse, avrebbe corrotto un funzionario della polizia giudiziaria in servizio alla Corte d’Appello, promettendogli un posto di lavoro in cambio di informazioni coperte da segreto istruttorio. È invece indagato a piede libero, ma inseguito da pesanti accuse, Demetrio Naccari Carlizzi, ex consigliere regionale e uomo forte dell’area renziana del Pd, nonché cognato del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. In carcere, ma per la sua attività di imprenditore, per i magistrati costruita in linea di continuità e secondo i desiderata della cosca Libri, l’ex assessore comunale Demetrio Berna, arrestato insieme al fratello Francesco ed entrambi considerati pezzi da novanta della Confindustria reggina.
LE ACCUSE CONTRO NICOLÒ E ROMEO Hanno tutti posizioni diverse e contro di loro ci sono accuse diverse. Ma per il ruolo che hanno ricoperto e il peso che hanno o hanno avuto nell’agone locale e regionale, il loro coinvolgimento nell’inchiesta della Dda segna un prima e un dopo nella storia politica calabrese. E di certo non può essere liquidato con le professioni di «serenità e fiducia» di rito. Le contestazioni per tutti sono pesantissime. Le più gravi quelle mosse ad Alessandro Nicolò. Per i magistrati, la stellina del centrodestra calabrese era un politico costruito a tavolino dai clan, organico all’associazione e funzionale alle sue esigenze. E sono almeno due – e documentate – le occasioni in cui ha chiesto voti in cambio di posti di lavoro, appoggi e favori a uomini dei Libri o che attorno al clan orbitano. Al capogruppo del Pd in consiglio regionale, Sebi Romeo, finito ai domiciliari, i magistrati contestano invece di aver corrotto un funzionario di polizia giudiziaria della Corte d’appello di Reggio Calabria, il maresciallo della Guardia di finanza Francesco Romeo, al quale avrebbe chiesto informazioni coperte da segreto istruttorio in cambio di un posto di lavoro per un conoscente.
NACCARI SOTTO INCHIESTA Pesanti ma probabilmente risalenti nel tempo e non attuali perché non ricopre più alcun incarico, le accuse mosse a Naccari. Per i magistrati avrebbe stretto uno «stabile, solido e proficuo» accordo con i clan più importanti per la città di Reggio Calabria in occasione delle elezioni comunali e regionali, «chiedendo per sé e per i candidati indicati i voti raccolti dai rappresentanti di ‘ndrangheta». (a.candito@corrierecal.it)





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto