Il “mistero” delle Tac fuori uso in tre ospedali. «Indaghino le Procure»

Esposto della Uil agli uffici giudiziari di Reggio Calabria, Locri e Palmi. «Le apparecchiature si bloccano in modo sospetto. È un disastro che provoca grossi danni economici all’Asp»

REGGIO CALABRIA Il «mancato funzionamento di apparecchiature indispensabili come la Tac» è un «fatto assolutamente sospetto» che «si verifica in ogni periodo dell’anno e principalmente in quello estivo». Sospetto al punto che la Uil ha deciso, per fare chiarezza sui motivi dello stop, di inoltrare un esposto alle Procure di Reggio Calabria, Locri e Palmi. Lo scopo è quello di verificare la «possibile commissione di reati in ordine ai continui guasti che si verificano nei Servizi diagnostici allocati presso gli ospedali Locri, Polistena e Melito Porto Salvo».
«Da quanto risulta – si legge in una nota – tali apparecchiature andrebbero incontro a numerosi blocchi nel funzionamento, soprattutto, nel periodo estivo con gravi conseguenze per cittadini, pazienti e Asp stessa. Qualora, infatti, gli inquirenti aditi dovessero dimostrare il dolo in detto persistente, reiterato e coincidente guasto si configurerebbero condotte perseguibili penalmente per la commissione di numerosi reati».
I guasti infatti, andrebbero a interrompere «un pubblico servizio», mettendo «a serio rischio la salute e la vita dei pazienti, privati di una pronta diagnosi e delle cure conseguenti». 
«In tale disastroso contesto – continua la Uil – chiunque venga ricoverato in urgenza o in routine e necessiti dell’utilizzo assoluto di tali apparecchiature deve puntualmente essere trasferito nella più vicina struttura sanitaria in cui il servizio sia funzionante». Questi trasferimento «vengono garantiti tramite Servizio Suem 118 che provvede tramite mezzi pubblici o privati in entrambi i casi sguarnendo il territorio di uomini e mezzi indispensabili in casi d’urgenza e, inoltre, determinando un danno economico ingente all’Asp con un’ipotesi di illecito arricchimento per soggetti privati convenzionati per le somme economiche da corrispondere». Per questo il segretario territoriale della Uil Nicola Simone chiede alle Procure «di voler verificare se nella situazione descritta ed esposta si ravvisino reati per dolo, incuria e inosservanza dei propri doveri d’ufficio da parte di quanti preposti al controllo, tutela e buon funzionamento di tali apparecchiature».







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