Crolli e frane nel Reggino. «In pericolo la 106 e la ferrovia ionica» – FOTO

La denuncia dell’Ancadic sul viadotto di Capo d’Armi: «Necessarie verifiche. Si rischia una tragedia più grave di quella del Ponte Morandi»


LAZZARO «Nei primi giorni della scorsa settimana, un blocco lapideo dall’alto del viadotto di Capo d’Armi è franato demolendo un pezzo di basamento dei piloni. La notevole quantità di blocchi lapidei crollati e giacenti sulla spiaggia ben certifica il perpetuarsi della condizione di pericolo,ed ha reso necessario disporre urgenti verifiche tecniche e geologiche già richieste a far data settembre 2015». Così in una nota l’“Associazione Nazionale di ispirazione Cattolica per i Diritti di Cittadinanza” che chiede vengano fatte opportune verifiche a fronte del crollo nella frazione di Motta San Giovanni, nel reggino, sulla sussistenza di «pericoli di crolli che potrebbero coinvolgere anche beni pubblici, la sovrastante strada Statale 106 e la linea ferrata».
Preoccupazione, quella dell’Ancadic, rafforzata dall’attività sismica e dal continuo transito di mezzi pesanti in quelle zone. «Ulteriore elemento di nostra preoccupazione – continua la nota dell’associazione – è dato dall’azione erosiva del mare, poiché durante le mareggiate invernali, i marosi di scirocco continuano a scavare il muro di basamento e a spaccare la muraglia determinando lo scalzamento dei piloni che potrebbe portare nel tempo al crollo di quest’ultimi. Da qui l’impellente necessità di intervenire con estrema urgenza per evitare danni peggiori e di natura irreparabile».
Ulteriore verifica viene richiesta per lo spazio lato monte a margine della strada statale «Atteso che in quel tratto della Ss 106 è collocata la condotta fognaria interrata e negli anni si è registrata più volte l’occlusione della stessa con la fuoriuscita dei liquami dai pozzetti fognari» ed anche per questo, si temono ulteriori crolli. 
L’associazione conclude con un campanello d’allarme: «Qualora si dovesse verificare un importante crollo da interessare la Ss 106, unica strada che collega la città di Reggio Calabria con la provincia jonica e viceversa, le tragiche conseguenze sarebbero ancor più gravi da quelle determinate dal crollo del Ponte Morandi di Genova, giacché il tratto di strada Ss 106 si trova su un precipizio di oltre 100 metri di caduta libera e tra una serie di curve che non permetterebbero di avvistare in tempo utile il pericolo determinato dall’eventuale crollo di strada».





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