«Negoziarono titolo di credito del dittatore indonesiano», assolti dopo 10 anni

A Bologna l’ultimo atto del processo scaturito dall’inchiesta “Re Artù”, condotta dalla Dda di Reggio nel 2009. Cade anche l’imputazione di riciclaggio

BOLOGNA Cade anche l’ultimo reato rimasto, quello di riciclaggio, nel processo che vedeva 17 persone processate a Bologna con l’accusa di aver cercato di monetizzare con varie banche italiane ed estere un titolo di credito datato 14 agosto 1961 ed emesso dal Credit Suisse a favore dell’ex dittatore indonesiano Soekarno, morto nel 1971, per un importo nominale di 870 milioni di dollari.
Gli imputati coinvolti nell’inchiesta “Re Artù”, avviata dalla Dda di Reggio Calabria nel 2009, sono stati tutti assolti in abbreviato dal gup di Bologna Sandro Pecorella. Il pm Morena Plazzi aveva invece chiesto condanne a quattro anni.
È l’ultimo esito di una vicenda iniziata nel 2011, quando la Guardia di Finanza di Locri arrestò 20 persone: fu valutato che il titolo avrebbe fruttato quasi 40 miliardi di dollari, all’incasso. A gennaio 2018 c’era già stata l’assoluzione da parte del tribunale per il reato di associazione a delinquere, mentre truffa e falso erano stati dichiarati prescritti.
Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Antonio Romeo, Guido Contestabile, Antonino Napoli, Giuseppe e Alessandro Zofrea, Carmen Pisanello,Luca Sirotti, Lorenzo Mariucci,Fausto Bruzzese, Enrico Tignini, Alfredo Niro, Angelo Sorace,Antonio Cimino, Andrea Pascerini, Luigi Pirozzi, Girolamo Fazzari, Armando Veneto, Angelo Mastromatteo, Lorenzo Fasci, Giuseppe Milicia, Pietro Ottavio Di Leo, Andrea Pascerini e Leone Fonti.







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