Annullata interdittiva antimafia a un allevatore di San Luca

REGGIO CALABRIA Il Tar di Reggio Calabria, in accoglimento delle articolate tesi proposte dagli Avv. Giuseppe Mazzotta e Sergio Laganà, ha emesso una Sentenza di annullamento di un’interdittiva antimafia della…

REGGIO CALABRIA Il Tar di Reggio Calabria, in accoglimento delle articolate tesi proposte dagli Avv. Giuseppe Mazzotta e Sergio Laganà, ha emesso una Sentenza di annullamento di un’interdittiva antimafia della Prefettura di Reggio Calabria, perchè adottata unicamente in ragione di vincoli di parentela e affinità del ricorrente.
Il caso riguardava un allevatore di San Luca incensurato, destinatario di un’interdittiva antimafia che avrebbe causato, di fatto, la chiusura della piccola azienda agricola. Alla base del provvedimento – hanno sostenuto i legali dell’imprenditore – c’era l’analisi di un articolato contesto familiare caratterizzato da plurimi e diretti rapporti di parentela con soggetti ritenuti vicini o facenti parte di ben due consorterie di ‘ndrangheta. Un approccio condiviso dal Tar, che in assenza di ulteriori indici di appartenenza al contesto mafioso, di riconducibilità dell’attività economica o della sua strumentalità a interessi criminali, o di elementi a sostegno dell’ipotesi di conduzione collettiva e regia familiare dell’azienda agricola, ha ritenuto che gli elementi a sostegno del provvedimento non fossero per dimostrare la concreta attualità del rischio di infiltrazione mafiosa. Per i giudici, il mero rapporto di parentela non è di per sé idoneo a dare conto del tentativo di infiltrazione, poiché – si legge in sentenza – l’attendibilità dell’interferenza dipende anche da una serie di circostanze e ulteriori elementi indiziari, capaci di qualificare, in termini di attualità ed effettività, una immanente situazione di condizionamento e di contiguità con interessi criminali.
Soddisfatti gli avvocati, per i quali «si consolida un orientamento della Giustizia Amministrativa che richiede maggiore attenzione nella concreta individuazione dei presupposti per poter emettere le interdittive antimafia, bilanciando l’allarme sociale causato dai tentativi di infiltrazione nel tessuto economico con la tutela di attività economiche che possono costituire l’unica fonte di sostentamento lecito per soggetti altrimenti destinati a ingrossare le file della delinquenza».





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