Sigilli al patrimonio di uno degli imprenditori dei Piromalli

Le fiamme gialle di Reggio e del Scico hanno sequestrato beni per 6 milioni di euro. Sono riconducibili a Giorgio Morabito ritenuto legato alla cosca della Piana. L’operazione è stata coordinata dalla Dda reggina

REGGIO CALABRIA Beni per 6 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza di Reggio Calabria e dagli uomini del Scico di Roma a Giorgio Morabito, di 45 anni, imprenditore di San Giorgio Morgeto operante nel settore della costruzione di grandi opere edili. Morabito è stato arrestato nel 2017 e successivamente rinviato a giudizio nell’operazione “Cumbertazione”, condotta dal Gico del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Reggio Calabria nei confronti di un sodalizio criminoso che negli anni avrebbe sistematicamente turbato, o tentato di turbare, numerose gare d’appalto con la presentazione di offerte precedentemente concordate per fare aggiudicare i lavori ad una delle imprese della cordata. Nel corso dell’operazione furono sequestrati beni per 224 milioni. A Morabito, ritenuto promotore e coordinatore del sistema fraudolento, è stata contestata la partecipazione alla cosca Piromalli di Gioia Tauro e l’associazione semplice finalizzata alla corruzione, turbativa d’asta e falso, tutti aggravati dalla modalità mafiosa.
L’INCHIESTA Alla luce delle risultanze dell’inchiesta del 2017, la Dda di Reggio Calabria, diretta da Giovanni Bombardieri, ha delegato alla Guardia di finanza apposite indagini a carattere economico-patrimoniale finalizzate all’emissione di una misura di prevenzione personale e patrimoniale. Gli investigatori hanno quindi ricostruito le acquisizioni patrimoniali, dirette o indirette, effettuate nell’ultimo ventennio, accertando i patrimoni dei quali Morabito risultava disporre, direttamente o indirettamente, ed il cui valore, per l’accusa, era decisamente sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Al termine delle indagini, il Tribunale di Reggio Calabria – Sezione Misure di Prevenzione diretta da Ornella Pastore, su richiesta del procuratore aggiunto della Dda Calogero Gaetano Paci e del pm Gianluca Gelso, ha riconosciuto la pericolosità sociale qualificata “esistenziale” di Morabito ed ha disposto il sequestro del patrimonio riconducibile all’imprenditore ed al nucleo familiare, costituito da diverse unità immobiliari, imprese commerciali, rapporti finanziari e assicurativi, disponibilità finanziarie, per un valore complessivo stimato in circa 6 milioni di euro. È stata sequestrata anche l’ingente somma di denaro in contanti, pari a 131.150 euro, trovata nell’abitazione di Morabito nel corso delle perquisizioni effettuate durante l’esecuzione dell’operazione “Cumbertazione”.







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