La sfida della città metropolitana: duemila tonnellate di rifiuti da smaltire in sette giorni

A Reggio e nei 97 comuni dell’area persistono le situazioni di degrado e le mini discariche abusive, l’accumulo dei mastelli della raccolta differenziata, ii roghi di immondizia nei quartieri periferici

di Francesco Creazzo
REGGIO CALABRIA
Camion e bulldozer all’opera da venerdì notte. Da smaltire duemila tonnellate di rifiuti abbandonate sulle strade dei 97 comuni dell’area metropolitana. Bisognerà farlo entro una settimana: il tempo concesso dalla Regione alla metro Città metropolitana di Reggio Calabria, in deroga alle disposizioni sul riordino del settore al fine di tamponare l’emergenza rifiuti che ha paralizzato la provincia negli ultimi 15 giorni.
BLOCCO SUPERATO L’emergenza era stata determinata soprattutto dal mancato raggiungimento della soglia dell’80% dei pagamenti dovuti dai comuni del reggino nei confronti della Regione. Soltanto dopo la “rivolta” dei sindaci, che tre giorni fa hanno “invaso” la cittadella regionale, la Città metropolitana ha ottenuto una parziale riapertura degli impianti ai propri camion. La situazione, però, resta precaria.
IGIENE IN BILICO In città persistono le situazioni di degrado e le mini discariche abusive, l’accumulo dei mastelli della raccolta differenziata, oltre ai roghi di immondizia nei quartieri periferici come Ciccarello. Una situazione esacerbata dall’emergenza delle ultime due settimane ma che, anche in precedenza, non è stata rosea: sin dall’introduzione del nuovo sistema di raccolta porta a porta gestito da Avr, moltissimi cittadini, in grande maggioranza evasori Tari, hanno cominciato ad abbandonare sacchetti in molti luoghi isolati della città, creando piccole discariche a cielo aperto. Una situazione che l’amministrazione, nonostante le belligeranti dichiarazioni su Facebook del sindaco Falcomatà e i controlli delle forze dell’ordine, non è riuscita ad arginare in modo completo.
IL NODO AVR Ad aggravare ulteriormente la situazione cittadina, la crisi legata al colosso Avr, titolare del servizio di raccolta per il capoluogo: gli operai non vengono pagati da mesi e l’onerosissimo contratto che il Comune deve corrispondere all’azienda romana, con tutta probabilità non sarà rinnovato: l’amministrazione punta a una soluzione in-house ma i tempi sono sempre più stretti e, nel frattempo, Reggio potrebbe nuovamente essere sommersa dalla spazzatura. (redazione@corrierecal.it)







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